«Rialziamo la testa, fra tre giorni giochiamo di nuovo»
dall’inviato
Il coach dei biancoblù Federico Pasquini non fa drammi «Ma siamo ancora indietro, dobbiamo lavorare tanto»
2 MINUTI DI LETTURA
CREMONA. «Nel momento in cui si faceva la partita nel quarto quarto Cremona ha tirato con percentuali straordinarie e noi non ne abbiamo avuta più, abbiamo preso il brek, quindi complimenti».
Coach Federico Pasquini ha doti da buon incassatore, specialmente dopo i successi in coppa in Spagna e contro Milano. Ma tira dritto per la sua strada, quella che per la Dinamo predica il lavoro per crescere, e non si lamenta per le condizioni non ottimali dei suoi. «Sapevamo che se gli avessimo concesso di prendere il ritmo e la velocità che prediligono – prosegue –, per noi diventava complicata. Nell’ultimo quarto hanno fatto 10/13 con 5/5 da tre quindi complimenti a loro, è chiaro che mi aspettavo una prestazione diversa da parte nostra, abbiamo sempre inseguito. Per cui dobbiamo andare avanti e lavorare, dovremo essere forti anche dopo una partita come questa per partire a rialzare la testa perché fra tre giorni si gioca di nuovo».
Non è bastata una buona difesa, vista solo a tratti: «Eravamo sopra di uno, ci voleva uno strattone ma non abbiamo avuto la cattiveria per dire “adesso la indirizziamo dalla nostra parte”. Dovevamo essere noi a fare il ritmo, è così che diventiamo bravi e diventiamo squadra».
Si è notata anche una certa fragilità psicologica. « Sì, in avvio e in chiusura dei singoli quarti – prosegue il coach dei biancoblù –, al di là della loro percentuali. Abbiamo regalato sei punti sulle rimesse stupide a fine primo quarto, il tiro di Ricci a fine secondo quarto, e sono cose che fanno la differenza. Dal punto di vista nervoso nel quarto quarto soprattutto si è vista la differenza: arrivavamo dopo, c’era più cattiveria da parte loro e noi facciamo ancora questi errori sui piccoli dettagli. Dopo Murcia e Milano questi particolari pensavo li avessimo superati e invece dobbiamo lavorarci. Sul tiro di Ricci, siamo usciti con le mani in tasca però non è un discorso individuale, è un discorso collettivo. Siamo indietro, dovremo essere bravi a essere meno stupidi in queste situazioni e dal punto di vista mentale e nervoso dovremo riuscire a sopportare anche i momenti nei quali gli avversari fanno canestro. E dobbiamo recuperare la condizione di qualche giocatore».
Coach Federico Pasquini ha doti da buon incassatore, specialmente dopo i successi in coppa in Spagna e contro Milano. Ma tira dritto per la sua strada, quella che per la Dinamo predica il lavoro per crescere, e non si lamenta per le condizioni non ottimali dei suoi. «Sapevamo che se gli avessimo concesso di prendere il ritmo e la velocità che prediligono – prosegue –, per noi diventava complicata. Nell’ultimo quarto hanno fatto 10/13 con 5/5 da tre quindi complimenti a loro, è chiaro che mi aspettavo una prestazione diversa da parte nostra, abbiamo sempre inseguito. Per cui dobbiamo andare avanti e lavorare, dovremo essere forti anche dopo una partita come questa per partire a rialzare la testa perché fra tre giorni si gioca di nuovo».
Non è bastata una buona difesa, vista solo a tratti: «Eravamo sopra di uno, ci voleva uno strattone ma non abbiamo avuto la cattiveria per dire “adesso la indirizziamo dalla nostra parte”. Dovevamo essere noi a fare il ritmo, è così che diventiamo bravi e diventiamo squadra».
Si è notata anche una certa fragilità psicologica. « Sì, in avvio e in chiusura dei singoli quarti – prosegue il coach dei biancoblù –, al di là della loro percentuali. Abbiamo regalato sei punti sulle rimesse stupide a fine primo quarto, il tiro di Ricci a fine secondo quarto, e sono cose che fanno la differenza. Dal punto di vista nervoso nel quarto quarto soprattutto si è vista la differenza: arrivavamo dopo, c’era più cattiveria da parte loro e noi facciamo ancora questi errori sui piccoli dettagli. Dopo Murcia e Milano questi particolari pensavo li avessimo superati e invece dobbiamo lavorarci. Sul tiro di Ricci, siamo usciti con le mani in tasca però non è un discorso individuale, è un discorso collettivo. Siamo indietro, dovremo essere bravi a essere meno stupidi in queste situazioni e dal punto di vista mentale e nervoso dovremo riuscire a sopportare anche i momenti nei quali gli avversari fanno canestro. E dobbiamo recuperare la condizione di qualche giocatore».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
