Pirlo lascia il calcio, tutti in piedi a New York per il “maestro”
ROMA. Tre giorni fa ha postato su Instagram una foto che lo ritrae, dal suo appartamento newyorchese, assieme ai due figli avuti dal matrimonio e ai gemelli avuti dalla nuova compagna. «Che altro? I...
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ROMA. Tre giorni fa ha postato su Instagram una foto che lo ritrae, dal suo appartamento newyorchese, assieme ai due figli avuti dal matrimonio e ai gemelli avuti dalla nuova compagna. «Che altro? I miei quattro cuori insieme a Manhattan». Poi, su altri social, ha fatto gli auguri alla Juventus per i suoi 120 anni. L’altro ieri invece Andrea Pirlo, a 38 anni, ha dato l'addio al calcio, giocando i cinque minuti di recuperonel match fra la squadra dell'ex rossonero e juventino, il New York City, e il Columbus Crew di Federico Higuain, fratello del “Pipita”.
Per l'ultimo atto della carriera il regista della nazionale campione del mondo nel 2006 ha voluto vicino a sé i suoi affetti più cari, perché anche se il suo era un addio annunciato fa sempre un certo effetto. La cosa più bella sono stati gli applausi che i 23mila dello Yankee Stadium hanno tributato a Pirlo ogni volta che toccava la palla o batteva un calcio d'angolo. C'è stata poi la standing ovation finale, alla quale il giocatore la cui maglia è ancora la più venduta nello store del NY City ha risposto con un cenno di saluto. Poi a familiari e compagni, cercando di non lasciar trasparire la commozione, ha ripetuto quanto aveva detto di recente anche ai media, ovvero che lascia «perché a 38 anni è giusto dare spazio ai giovani, e poi a questa età uno non riesce più ad allenarsi come vorrebbe, e viene sempre fuori qualche acciacco».
Ha poi confidato che venerdì prossimo non si perderà la sfida tra Svezia e Italia. In Major League Soccer Pirlo ha lasciato il segno in particolare l'anno scorso, quando ha giocato tutte le partite, segnato un gol e servito undici assist.
Per l'ultimo atto della carriera il regista della nazionale campione del mondo nel 2006 ha voluto vicino a sé i suoi affetti più cari, perché anche se il suo era un addio annunciato fa sempre un certo effetto. La cosa più bella sono stati gli applausi che i 23mila dello Yankee Stadium hanno tributato a Pirlo ogni volta che toccava la palla o batteva un calcio d'angolo. C'è stata poi la standing ovation finale, alla quale il giocatore la cui maglia è ancora la più venduta nello store del NY City ha risposto con un cenno di saluto. Poi a familiari e compagni, cercando di non lasciar trasparire la commozione, ha ripetuto quanto aveva detto di recente anche ai media, ovvero che lascia «perché a 38 anni è giusto dare spazio ai giovani, e poi a questa età uno non riesce più ad allenarsi come vorrebbe, e viene sempre fuori qualche acciacco».
Ha poi confidato che venerdì prossimo non si perderà la sfida tra Svezia e Italia. In Major League Soccer Pirlo ha lasciato il segno in particolare l'anno scorso, quando ha giocato tutte le partite, segnato un gol e servito undici assist.
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