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Serie C, l’Olbia riflette su una sconfitta che ha lasciato il segno

Serie C, l’Olbia riflette su una sconfitta che ha lasciato il segno

OLBIA. Un pomeriggio “grigio” solo per l’Olbia. Giocando con lo storico colore delle maglie dell’Alessandria, si potrebbe sintetizzare così la batosta presa dalla squadra gallurese in terra...

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OLBIA. Un pomeriggio “grigio” solo per l’Olbia. Giocando con lo storico colore delle maglie dell’Alessandria, si potrebbe sintetizzare così la batosta presa dalla squadra gallurese in terra piemontese. Un 4-0 che non ha lasciato spazio a dubbi circa la serataccia degli uomini di Bernardo Mereu, affondati da una squadra che, nonostante un organico tra i più competitivi del torneo, occupava pur sempre il terz’ultimo posto in classifica.

I bianchi, invece, causa le concomitanti vittorie di Livorno, Siena e Pisa, si ritrovano al quarto posto, a un punto dallo stesso Pisa, vittorioso in rimonta per 3-2 sul campo della Carrarese e perdono terreno dal Siena e dalla capolista Livorno. Proprio quest’ultima sarà la prossima avversaria dell’Olbia, che dovrà approfittare della pausa di domenica per ricarica le batterie prima del doppio impegno lontano dal Nespoli: dopo Livorno, infatti, Dametto e compagni andranno a far visita al Prato.

«Non sono uno a cui piace riposare, avrei preferito tornare subito al centro del ring per cercare un'immediata reazione di carattere - ha commentato Mereu nel post partita -. Naturalmente approfitteremo di questa pausa per recuperare qualche acciaccato e per ricaricare le batterie in vista delle prossime battaglie».

Nelle prossime ore le analisi verteranno soprattutto sulla seconda sconfitta pesante nel giro di venti giorni, dopo il 3-0 incassato nel derby contro l’Arzachena. In entrambe le gare il motivo conduttore è stata una certa inferiorità fisica patita dalla squadra gallurese rispetto agli avversari. Biancu e Muroni erano in campo in entrambe le gare, mentre Pennington aveva sostituito l’infortunato Feola nel derby. Un centrocampo baby, il più giovane del campionato, che sembra patire l’inesperienza al confronto con avversari abituati a calcare i campi della C. (gdm)

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