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Pasquini getta la spugna ma la squadra lo salva

di Andrea Sini
Pasquini getta la spugna ma la squadra lo salva

Pesante ko interno con l’Orlandina, dimissioni respinte per il coach

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SASSARI. Adesso chiamatela pure con il suo nome: crisi. È crisi nera, per la Dinamo, con il timbro di certificazione apposto dalla Betaland Capo d’Orlando, passata a vele spiegate al PalaSerradimigni con un 81-88 finale che non dice tutto sul divario visto in campo. La squadra biancoblù interpreta nel peggiore dei modi quella che doveva essere la partita del rilancio, si impantana nella difesa a zona dei siciliani e incassa la quarta sconfitta in due settimane, diretta conseguenza di una prestazione a tratti sconcertante.

Finale a sopresa. A fine gara il doppio colpo di scena: coach Pasquini rassegna le dimissioni, poi dopo un lungo faccia a faccia negli spogliatoi tra i giocatori biancoblù e il presidente Stefano Sardara, la società decie di respingerle e rinnovare la fiducia al coach. Le parole del capitano Jack Devecchi, presentatosi in sala stampa con Sardara quasi un’ora dopo la sirena, da questo punto di vista chiariscono molti aspetti: «Lo spogliatoio ha deciso che da questa situazione ne usciremo tutti insieme».

Un film horror. La sconfitta di ieri è molto più netta di quanto non dica il -7 finale, perché gli ospiti hanno condotto la partita per 39 minuti, gestendo dal 16’ in poi un vantaggio che ha oscillato costantemente tra il +8 e il +12, toccando una punta massima di 18 nel finale del terzo periodo (53-71). Le alte percentuali al tiro della squadra di De Carlo (59% complessivo contro il 42 dei sassaresi), raccontano soltanto un pezzo della storia, perché a fare la differenza per tutti i 40 minuti sono stati l’energia, la convinzione e l’istinto di sopravvivenza dei siciliani, bravi a colpire sistematicamente sulla sirena dei 24” là dove la coperta difensiva biancoblù risultava più corta. Capo d’Orlando, che sino a ieri aveva vinto due partite in campionato (e nessuna in Champions), ha dovuto rinunciare al nuovo acquisto Dustin Hogue (il nulla osta per il trasferimento non è arrivato in tempo) ma anche a Ihring, infortunatosi dopo appena 4 minuti. Alla Dinamo mancava Stipcevic, è vero, e la sua assenza – quattro partite, quattro sconfitte - si sta rivelando molto più pesante del previsto. Anche Jones non era al meglio, ma le assenze non giustificano né spiegano la mancanza di cattiveria, quasi l’assenza di “sangue” di molti dei giocatori del Banco, che hanno concesso 88 punti fuori casa a una squadra che sino a ieri ne segnava 64,8 di media.

Mercoledì si torna in campo, contro l’Hapoel Holon, poi si vola a Varese, prima di due settimane di sosta. Non c’è molto da fare, se non vincere.

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