Per i sassaresi un’agonia lunga 40 minuti
Il quintetto di partenza è lo stesso di Cremona, con Hatcher, Bamforth, Randolph, Polonara e Planinic. Capo d’Orlando si protegge con la difesa a zona (la userà per quasi tutti i 40’) e la Dinamo la...
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Il quintetto di partenza è lo stesso di Cremona, con Hatcher, Bamforth, Randolph, Polonara e Planinic. Capo d’Orlando si protegge con la difesa a zona (la userà per quasi tutti i 40’) e la Dinamo la attacca male da subito. L’ingresso di Jones regala brio ai sassaresi, che dal 4-7 vanno avanti 11-7: sarà l’unico sorpasso della serata, perché la Betaland si rimette in marcia con uno scatenato Edwards (18-19 al 10’) e poi allunga il passo: Ikovlev colpisce due volte da fuori , Edwads fa il resto e al 13’ la Dinamo è sotto di 9 (21-30), con un break sul groppone di 3-15. Bamforth colpisce da oltre l’arco per il -4 (30-34) ma è un fuoco di paglia: ad Alibegovic e compagni basta spingere appena sull’acceleratore per ritrovarsi a +10 (30-40), arrivando a metà gara sul 38-47 dopo avere toccato anche il +11 (36-47). Il secondo tempo è una specie di lenta agonia, tra piccole fiammate dei singoli (Bamforth è indemoniato) e una marea di errori. La Betaland risponde però colpo su colpo, con un Ikovlev immarcabile e Atsur che si infila come burro nella difesa biancoblù (46-58). Pasquini chiede timeout e rimette dentro Spissu, che infila la tripla del -8 (51-59), ma la spinta si esaurisce assai presto: la Betaland cambia marcia schizza a +18 (53-71), con un break di 2-12.
Alla terza sirena, sul 56-71, iniziano a piovere i primi fischi ma la Dinamo è in coma profondo. Jones batte un colpo ma Kulboka è un killer e dall’angolo riporta Capo a +16 (60-76). A svegliare i sassaresi ci pensano Jones e Spissu: il -9 è un’illusione, perché Pierre e un esausto Bamforth falliscono la tripla del -6, mentre il solito Edwards e Alibegovic colpiscono in maniera chirurgica. Sul 72-85 a 1’24” i siciliani tirano i remi in barca, ma senza perdere il controllo del match. Che finisce 81-88.
Alla terza sirena, sul 56-71, iniziano a piovere i primi fischi ma la Dinamo è in coma profondo. Jones batte un colpo ma Kulboka è un killer e dall’angolo riporta Capo a +16 (60-76). A svegliare i sassaresi ci pensano Jones e Spissu: il -9 è un’illusione, perché Pierre e un esausto Bamforth falliscono la tripla del -6, mentre il solito Edwards e Alibegovic colpiscono in maniera chirurgica. Sul 72-85 a 1’24” i siciliani tirano i remi in barca, ma senza perdere il controllo del match. Che finisce 81-88.
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