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«Siamo con il coach, ne usciremo insieme»

di Mario Carta
«Siamo con il coach, ne usciremo insieme»

Capitan Devecchi e la crisi della Dinamo: «Pasquini non c’entra. È colpa di noi giocatori, dobbiamo dare tutti di più»

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SASSARI. Se c’è solo un capitano, quello della Dinamo è ancora più unico. Capace di esaltare i compagni quando si vince e forte abbastanza da mettere il petto in prima linea quando la sua squadra perde. Ieri sera Jack Devecchi ha fatto di più. E’ stato capitano e uomo squadra, leader di un gruppo che sul campo ancora non ha ben definito un leader, mentre nello spogliatoio ha le idee chiare. «Non sta andando bene, ma abbiamo deciso tutti insieme che la colpa è di tutti, e quindi dobbiamo uscirne tutti insieme».

Spogliatoio compatto nella difficoltà, squadra unita di fronte alla mossa di coach Pasquini, che presentando le dimissioni ha gettato un dado nel Rubicone biancoblù. E la squadra ha deciso di andare unita insieme sull’altra sponda: «Il presidente Sardara nello spogliatoio – spiega il numero 8 sassarese –, ci ha spiegato la situazione, ne abbiamo parlato a lungo e alla fine è emerrso che non c’è un solo giocatore che vuole Federico fuori dalla panchina. Sappiamo tutti che non stiamo ripagando con la giusta grinta la fiducia che ci dà ogni partita, sappiamo che non stiamo rendendo non solo al 100 per cento ma neanche al 70 per cento delle nostre possibilità, non stiamo difendendo nonostante Federico ci abbia dato mille soluzioni, ma abbiamo dimostrato in alcune partite che se giochiamo con entusiasmo possiamo fare bene, ne siamo consapevoli».

Quindi... «Quindi nessuno di noi ritiene che il problema sia l’allenatore – conclude il Ministro della difesa biancoblù –, o che esista un problema tecnico. Il fatto è che noi giocatori che non stiamo rispondendo come si deve alla fiducia che ci stanno dando il coach e lo staff tecnico, i dirigenti, il preparatore. Questo – parola di capitano – è emerso dalla riunione nello spogliatoio: tutti noi giocatori, io per primo, vogliamo uscire da questa situazione insieme a Federico e ripagarlo dell’energia e dell’entusiasmo che ci dà ogni giorno. Dovremo tutti dare di più, a partire da me. Più fatti, e meno parole. Ora stiamo rendendo sotto le nostre potenzialità ma da domani torniamo a lavorare a testa bassa, mettendo il sedere per terra».

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