serie d
La Nuorese ha il fiatone Agovino: «Così non va»
NUORO. Nuova trasferta amara per la Nuorese, nel girone sardo-laziale della “D”. La sconfitta è stata a opera del Monterosi, formazione che come i verdazzurri non ha fatto mistero di aspirare all’alta...
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NUORO. Nuova trasferta amara per la Nuorese, nel girone sardo-laziale della “D”. La sconfitta è stata a opera del Monterosi, formazione che come i verdazzurri non ha fatto mistero di aspirare all’alta classifica, ma per il momento guardata solo a distanza. Anzi, questa volta il disappunto sembra passare il segno delle giornate e cadute precedenti. Perché i verdazzurri domenica sul sintetico laziale hanno segnato per primi, con l’ivoriano Hamed Konè. Perché il rigore del vantaggio del Monterosi ha lasciato molti dubbi.
Non ultimo, o non meno importante, perché la Nuorese ha avuto le occasioni per recuperare, ma la mira dei suoi giocatori è stata imprecisa. Tra i crucci del mister verdazzurro Massimo Agovino c’è anche questo: «Con un tiro in porta hanno fatto due reti. Il rigore del due a uno l’abbiamo visto tutti com’è maturato. Un po’ quello che si era verificato nella mia prima gara a Nuoro, contro l’ Atletico di Fiumicino. Questo per dire che oltre alle nostre responsabilità, in diverse partite la fortuna non ci ha certo dato una mano».
La sconfitta subita nella cittadina del Viterbese tiene ancorata la formazione verdazzurra alla zona playout, con appena 11 punti in 12 gare, e con un altro pericolo imminente rappresentato dalla prossima giornata di campionato sul campo della capolista Rieti. Ancora Agovino: «Il calendario non ci dà una mano nel cammino per uscire da questa situazione di difficoltà. Io provo molta amarezza e sento tutta la responsabilità del momento. Mi dispiace per la città e per la dirigenza, che si prodiga per consentire alla squadra e all’allenatore di lavorare in maniera ottimale».
Preoccupa la classifica e non di meno la condizione psicologica nello spogliatoio. L’allenatore non ne fa mistero: «Il rischio sta sempre nel fatto che le sconfitte portano paura e quest’ultima può essere causa di nuove cadute. Domenica scorsa, prima della gara ho detto ai ragazzi: guardate che in un tunnel s’intravede comunque sempre lo spiraglio della luce, dove sta poi l’uscita. Questa speranza non deve mancare». L’obiettivo parziale della stagione in casa Nuorese è cambiato da un pezzo. L’allenatore ha il mandato di fare il maggior numero di punti nelle gare che separano la stagione dalla riapertura del marcato, a dicembre. Perché là, tra gli operatori per acquistare e anche vendere, ci sarà il presidente Michele Artedino, come ha lui stesso confermato nelle settimane passate.
Gli innesti in quei reparti che hanno evidenziato le maggiori carenze. Primo tra tutti il centrocampo, orfano di un uomo d’ordine. Ma anche in attacco, dove infortuni, cali di forma, e la mancanza di sostegni a centrocampo hanno limitato l’apporto di Giuseppe Meloni. Secondo Agovino carenze nascoste all’inizio da chi «ha fatto credere alla società di avere messo su una corazzata, mentre la realtà non era proprio quella».
Francesco Pirisi
Non ultimo, o non meno importante, perché la Nuorese ha avuto le occasioni per recuperare, ma la mira dei suoi giocatori è stata imprecisa. Tra i crucci del mister verdazzurro Massimo Agovino c’è anche questo: «Con un tiro in porta hanno fatto due reti. Il rigore del due a uno l’abbiamo visto tutti com’è maturato. Un po’ quello che si era verificato nella mia prima gara a Nuoro, contro l’ Atletico di Fiumicino. Questo per dire che oltre alle nostre responsabilità, in diverse partite la fortuna non ci ha certo dato una mano».
La sconfitta subita nella cittadina del Viterbese tiene ancorata la formazione verdazzurra alla zona playout, con appena 11 punti in 12 gare, e con un altro pericolo imminente rappresentato dalla prossima giornata di campionato sul campo della capolista Rieti. Ancora Agovino: «Il calendario non ci dà una mano nel cammino per uscire da questa situazione di difficoltà. Io provo molta amarezza e sento tutta la responsabilità del momento. Mi dispiace per la città e per la dirigenza, che si prodiga per consentire alla squadra e all’allenatore di lavorare in maniera ottimale».
Preoccupa la classifica e non di meno la condizione psicologica nello spogliatoio. L’allenatore non ne fa mistero: «Il rischio sta sempre nel fatto che le sconfitte portano paura e quest’ultima può essere causa di nuove cadute. Domenica scorsa, prima della gara ho detto ai ragazzi: guardate che in un tunnel s’intravede comunque sempre lo spiraglio della luce, dove sta poi l’uscita. Questa speranza non deve mancare». L’obiettivo parziale della stagione in casa Nuorese è cambiato da un pezzo. L’allenatore ha il mandato di fare il maggior numero di punti nelle gare che separano la stagione dalla riapertura del marcato, a dicembre. Perché là, tra gli operatori per acquistare e anche vendere, ci sarà il presidente Michele Artedino, come ha lui stesso confermato nelle settimane passate.
Gli innesti in quei reparti che hanno evidenziato le maggiori carenze. Primo tra tutti il centrocampo, orfano di un uomo d’ordine. Ma anche in attacco, dove infortuni, cali di forma, e la mancanza di sostegni a centrocampo hanno limitato l’apporto di Giuseppe Meloni. Secondo Agovino carenze nascoste all’inizio da chi «ha fatto credere alla società di avere messo su una corazzata, mentre la realtà non era proprio quella».
Francesco Pirisi
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