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L’Olbia a Livorno per tentare una mission impossibile

L’Olbia a Livorno per tentare una mission impossibile

OLBIA. La capolista, per ricominciare. Alla ripresa dopo la pausa, l’Olbia trova il Livorno in una sfida da far tremare i polsi. Sfida d’alta classifica nel campionato di serie C, girone A, anche se...

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OLBIA. La capolista, per ricominciare. Alla ripresa dopo la pausa, l’Olbia trova il Livorno in una sfida da far tremare i polsi. Sfida d’alta classifica nel campionato di serie C, girone A, anche se i bianchi, che occupano un lusinghiero quarto posto in graduatoria, hanno dieci punti di distacco dalla squadra toscana. Oggi alle 16,30 gli uomini di Mereu dovranno cercare di cancellare lo choc della sconfitta per 4-0 sul campo dell’Alessandria di dieci giorni fa, alla quale era seguito un duro sfogo del presidente Marino. La parola, però, tornerà al campo, che da sempre rappresenta il miglior termometro della temperatura agonistica di una squadra.

«Andiamo a far visita a una formazione composta da giocatori di spessore, che sta disputando un gran campionato per centrare l'obiettivo della promozione - spiega Bernardo Mereu -. Voglio vedere la stessa Olbia che quest'anno abbiamo ammirato tante volte e che, in settimana, ha dimostrato di avere giocatori di carattere, capaci di analizzare e valutare le cause di una sconfitta. Ad Alessandria è mancato lo spirito che ci ha sempre contraddistinto e, di fronte ad un avversario di notevole valore, abbiamo perso le coordinate. Stavolta non succederà».

La squadra di Sottil è la sola imbattuta della C. Per l’Olbia sarà necessario giocare al massimo per provare a fare quella che pare essere un’impresa. «Il Livorno si può fermare e battere mettendo in campo il nostro spirito di squadra battagliera, buttando il cuore oltre l'ostacolo - conferma Mereu -. Grinta, coraggio e dedizione non dovranno mai mancare in una partita che dobbiamo affrontare senza paura e che rappresenta un altro gradino da superare nel percorso della nostra crescita. Ho fiducia nei miei ragazzi, uomini e calciatori che sono pronti a dare tutto nel campo più difficile del campionato».

Giandomenico Mele

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