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La nazionale di Meo Sacchetti scalda i motori

La nazionale di Meo Sacchetti scalda i motori

Venerdì a Torino contro la Romania l’esordio assoluto come ct dell’ex coach del Banco di Sardegna

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SASSARI. Un gruppo tutto da plasmare, alcune assenze importanti e due partite da vincere. Meo Sacchetti va verso l’esordio come commissario tecnico della nazionale azzurra con le idee chiare e con l’emozione di chi – da ex atleta azzurro – sta per coronare il sogno di una vita.

Venerdì sera a Torino la nazionale del nuovo corso sarà in campo contro la Romania nel primo incontro del mini girone di qualificazione ai Mondiali del 2019. Del roster selezionato da Sacchetti non faranno parte pezzi forti come Datome, Hackett, Belinelli, Melli e Gallinari, impegnati con i loro club nei match di Eurolega, ma ci saranno Abass e Fontecchio (concessi dall’Olimpia Milano), oltre al “sassarese” Achille Polonara e a suo figlio Brian, punto di forza della Leonessa Brescia, capolista a punteggio pieno e grande sorpesa di questa prima parte di campionato.

In assenza di Gigi Datome, che alcuni mesi fa ha annunciato l’intenzione di prendersi una pausa di un anno dalla nazionale, il nuovo capitano azzurro è Pietro Aradori, che sinora ha messo insieme 137 presenze e 1307 punti con la maglia della nazionale italiana.

«Ma non è una nazionale “dimezzata”, ha sottolineato il commissario tecnico. «Gioca chi c’è e di chi è a casa vorrei non parlare più. Va così, faremo con gli altri e faremo in modo che diventi la loro grande chance. In emergenza, capita spesso che le difficoltà si trasformino in opportunità. Questi giocatori avranno un’opportunità importante per ritagliarsi un posto in Nazionale anche per il futuro. Mi adatterò ai giocatori che ci sono, come ho sempre fatto nella mia carriera. Rispetto a chi saremo, sono curiosissimo anch'io. Intanto, sarà la mia prima squadra, da un pezzo, in cui potrò parlare solo italiano. Niente male, finalmente».

Il fatto che l’esordio sulla panchina azzurra avverrà a Torino (città in cui ha iniziato ad allenare), contro la Romania (nazione in cui i suoi genitori hanno vissuto a lungo) per Sacchetti è come “la chiusura di un cerchio”, come ha più volte sottolineato nelle ultime settimane. Ma ora c’è soltanto da vincere, anche per evitare che i disastri della nazionale di calcio vengano replicati dalla selezione cestistica, che tra l’altro ha sempre fallito gli ultimi appuntaementi importanti.

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