Catenaccio contro l’ipotesi commissariamento
Oggi la riunione del consiglio federale del Coni con all’ordine del giorno i problemi del pallone
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ROMA. «La Federcalcio va commissariata... forse». Giovanni Malagò frena e rinfodera la spada che sembrava pronta ad abbattersi sul governo del calcio, orfano di presidente, commissario tecnico e rappresentanti delle due Leghe principali. Ma sono ben lungi dal placarsi le scosse di assestamento del terremoto scatenato dall'eliminazione dell'Italia dal prossimo Mondiale. Dopo l'addio di Carlo Tavecchio lo scontro si è spostato sul suo successore. La Giunta Coni di oggi sembrava pronta al colpo di mano, ma Malagò ha corretto il tiro: «Potrebbe anche non esserci un commissario, magari bisogna aspettare di vedere cosa succede dopo le assemblee delle Leghe». Giovedì è prevista quella della B e lunedì 27 si riunisce la Lega di A. Inizialmente incentrata sull'approvazione del bando per la vendita dei diritti tv, nella riunione di quest'ultima è stata inserita all'ordine del giorno l'elezione del presidente, dell'amministratore delegato e delle altre cariche previste dal nuovo statuto. Ci sarebbe stato tempo fino all'11 dicembre, ma l'accelerazione - decisa non all'unanimità - ha lo scopo di schivare colpi di mano dall'esterno. Altri club, invece, non avrebbero gradito perché non è ancora concluso il lavoro delle commissioni nominate per individuare presidente e ad.
Insomma, il calcio non vuole farsi commissariare e minaccia di ricorrere al Tar del Lazio. «Ho parlato con vari giuristi, tutti mi dicono che al momento non ci sono le condizioni. Poi, certo, se serie A e B non riuscissero a eleggere il presidente...». Al telefono con l'Ansa, Cosimo Sibilia, n.1 della Lega dilettanti, interviene così sulla questione del giorno. Tavecchio, sottolinea, resta in carica per l'ordinaria amministrazione e presto convocherà l'assemblea elettiva. Per poi arrivare, entro i prossimi 90 giorni, alla consultazione elettorale. Un altro modo per dire “giù le mani dalla Figc”.
La «volontà politica» di metterla in riga resta, ma - sa bene Malagò - «c'è un tema sostanziale che è sotto gli occhi di tutti, ed uno formale del quale va tenuto conto, altrimenti si rischia l'autogol». E gli avvocati sono già al lavoro per capire se davvero il commissariamento sarebbe una forzatura delle norme.
Insomma, il calcio non vuole farsi commissariare e minaccia di ricorrere al Tar del Lazio. «Ho parlato con vari giuristi, tutti mi dicono che al momento non ci sono le condizioni. Poi, certo, se serie A e B non riuscissero a eleggere il presidente...». Al telefono con l'Ansa, Cosimo Sibilia, n.1 della Lega dilettanti, interviene così sulla questione del giorno. Tavecchio, sottolinea, resta in carica per l'ordinaria amministrazione e presto convocherà l'assemblea elettiva. Per poi arrivare, entro i prossimi 90 giorni, alla consultazione elettorale. Un altro modo per dire “giù le mani dalla Figc”.
La «volontà politica» di metterla in riga resta, ma - sa bene Malagò - «c'è un tema sostanziale che è sotto gli occhi di tutti, ed uno formale del quale va tenuto conto, altrimenti si rischia l'autogol». E gli avvocati sono già al lavoro per capire se davvero il commissariamento sarebbe una forzatura delle norme.
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