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Malagò “concede” altri 20 giorni alla Figc

Malagò “concede” altri 20 giorni alla Figc

Congelato il commissariamento: ma entro l’11 dicembre le Leghe devono darsi un nuovo direttivo

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ROMA. «La mia posizione è quella di commissariare la Figc, ma c'è un problema di pezzi di carta». Giovanni Malagò inizia così la conferenza stampa che segue la Giunta straordinaria di ieri. Tra il commissariare e il non commissariare la Figc il presidente del Coni percorre la seconda strada, ma solo perché (dopo aver ascoltato il parere dei legali del Coni e della Giunta) non può fare altrimenti. Passando però la palla ai «signori» della Serie A, chiamati a prendere entro l'11 dicembre una decisione che potrebbe essere storica: «Hanno l'occasione per cambiare le cose», dice Malagò, che spiega il passo indietro sul commissariamento con la necessità di evitare un ricorso che, se vinto dalla Figc, sarebbe «un disastro».

Nella partita a scacchi seguita alle dimissioni di Carlo Tavecchio (al quale Malagò oggi ha telefonato esprimendo la sua solidarietà «umana» per le accuse di molestie, tutte da provare), ora la prossima mossa va alle Leghe, chiamate a eleggere o meno le loro cariche. E se la B lo farà già oggi nominando presidente l'attuale commissario Mauro Balata, più complessa è la partita in Lega di A. A via Rosellini, sono offerte due strade: la prima, eleggere un presidente entro l'11 dicembre ed evitare il commissariamento, lasciando così com'è il sistema calcistico italiano, oppure non eleggere aprendo quindi la strada a un commissariamento che sarebbe «lungo» e che metterebbe mano allo statuto, che per il capo dello sport italiano rappresenta «un male profondo» che di fatto «impedisce di cambiare pagina e di riformare questo calcio». Autocommissariandosi, la Serie A avrebbe il merito, secondo Malagò, di aprire il proprio mondo a un commissario con ampi poteri che metterebbe mano anche ai pesi elettivi. «La Serie A adesso è una vittima – spiega Malagò – ma ha la possibilità di dimostrare che conta e che vuole cambiare le cose. Sono 9 le caselle da mettere a posto in Lega A, se succede in bocca al lupo, noi non possiamo fare niente, ma sarei dispiaciuto perché penso che andrebbe sfruttata l’occasione seguendo un'altra strada».



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