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Il calangianese Balata al timone della B

L’avvocato sardo nuovo presidente della Lega: «Sono un uomo libero, lavorerò per rinnovare il mondo del pallone»

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ROMA. Dopo il ciclone che ha investito il calcio italiano, la Lega di B volta pagina e si dà una nuova governance, scegliendo praticamente all'unanimità Mauro Balata come nuovo presidente. Un esito che era nell'aria e una soluzione targata Quattro Mori. Balata, avvocato Cassazionista, 54 anni, è calangianese doc con studi e Tempio (liceo classico Dettori ) e Sassari (facoltà di giurisprudenza) prima del trasferimento a Roma. In Sardegna ha ancora la famiglia (il padre Franco è stato un buon ciclista a cavallo degli anni ’40 e 50’, lo zio Libero ha ricoperto la carica di presidente del Calangianus e dirigente dell’Olbia) e qualche amico fidato. I sui ritorni a casa sono sempre più rari ma ad agosto non manca mai una scappata a Santa Teresa condita con qualche puntata all’interno e tanto mare. Un professionista fino a ieri lontano dai riflettori e perfino un po’ refrattario al mondo “vippettaro” e sovraesposto che adesso è chiamato a governare. «E’ sempre stato un primo della classe – racconta un ex compagno di scuola –. Dopo la laurea a Sassari ha aperto uno studio legale a Roma (oggi molto bene avviato) e ha insegnato diritto costituzionale a Perugia e Siena. Nella capitale si è sposato e ha messo su famiglia senza mai dimenticare, però, le sue origini sarde».

E di sardo ha molti lati del carattere: la prudenza, la riservatezza e quel pizzico di sano orgoglio che traspare anche nella prima dichiarazione pubblica dopo l’elezione: «Vengo da un organo di giustizia sportiva e sono stato sempre libero, parlo e mi confronto con tutti. Non ho né padroni, né condizionamenti. Sarò un presidente garante di tutti, un presidente terzo. Sono felice di questa giornata e orgoglioso perché è un giorno importante per tutto il movimento calcistico. Abbiamo trovato una unità che ci permette di guardare al futuro con nuova positività».

La Lega di serie B ha trovato dunque la risposta che chiedeva il presidente del Coni Giovanni Malagò in attesa che lunedì prossimo i club di Serie A facciano altrettanto. È l'inizio di un nuovo cammino per evitare il commissariamento che pendeva come una spada di Damocle. «Abbiamo seguito il nostro percorso autonomamente – ha voluto chiarire il neo presidente – . Siamo andati avanti come treni indipendentemente dall’ultimatum di Malagò. In meno di due mesi abbiamo riscritto le nostre regole, con l'approvazione all'unanimità del Consiglio Federale. Malagò dice cose condivisibili, dobbiamo contribuire a rinnovare concretamente il calcio e noi siamo pronti».

I giovani e la vendita dei diritti tv il prossimo anno sono i punti cardine del programma del nuovo presidente. Al suo fianco in conferenza stampa il vicepresidente Antonio Gozzi, numero uno della Virtus Entella, che auspica «lo sviluppo di attività commerciali e di marketing per sfruttare un prodotto molto buono come la Serie B». Nominato anche il consiglio direttivo con i due consiglieri esterni, come stabilito nel nuovo statuto approvato un mese fa, l'ex pallanuotista Maurizio Felugo, considerato vicino a Gozzi, e Francesca Romana Pellegrini, avvocato modenese. Gli altri consiglieri nominati sono Giorgio Lugaresi (presidente del Cesena), Massimiliano Santopadre (presidente Perugia), Stefano Bonacini (presidente del Carpi), Marco Mezzaroma (co-patron Salernitana) e Massimo Secondo (presidente Provercelli).

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