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«Joao Pedro, fai come me e Gigi Riva»

di Roberto Muretto
«Joao Pedro, fai come me e Gigi Riva»

Roberto Boninsegna protagonista della prima vittoria rossolù con i nerazzurri: «Un’impresa che domani si può ripetere»

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CAGLIARI. La prima vittoria del Cagliari contro l’Inter risale al 12 maggio del 1968. Un 3-2 in rimonta che fece impazzire i tifosi rossoblù sulle tribune dell’Amsicora. Tra i marcatori di quella partita, Roberto Boninsegna, che ricorda ogni particolare della sfida. «Per me è stata una rivincita nei confronti della società nerazzura - spiega -. Soprattutto nei confronti di Herrera ed Allodi che non avevano avuto fiducia nelle mie qualità. Rientrando negli spogliatoi alla fine del primo tempo, dopo il mio gol che ci aveva rimesso in corsa, dissi a Riva: questi dobbiamo sistemarli, così imparano chi siamo. Giocammo un secondo tempo alla grande e alla fine è stata festa grande».

“Bonimba” con la maglia rossoblù ha totalizzato 83 presenze, realizzando 23 gol. Acquistato dalla società rossoblù per 80 milioni, è stato ceduto all’Inter nell’estate del ’69 per 600 milioni, più i cartellini di Domenghini, Gori e Poli. «Operazione vantaggiosa per il Cagliari. In quella stagione è arrivato lo scudetto, impresa indimenticabile per una regione che mi è rimasta nel cuore».

Domani sarà un’altra storia. Il Cagliari nel ruolo di Davide che cerca di dare un dispiacere a Golia. «In questo momento l’Inter è una squadra che sta benissimo - aggiunge Roberto Boninsegna - e Icardi ogni volta che tocca il pallone fa gol. Il merito di Spalletti è riuscire a far dare il massimo ai singoli. Ora che ha trovato la giusta posizione per Borja Valero, i nerazzurri sono ancora più forti. Nel calcio tutto può succedere, per i rossoblù sarebbe un grande risultato portare a casa un punto».

L’ex bomber segue le due squadre con grande simpatia. Quando può va allo stadio a Milano. «Se sarà possibile, quest’anno verrò anche a Cagliari - dice -, sono curioso di vedere il nuovo stadio. La squadra sta facendo bene, ha le carte in regola per salvarsi senza problemi. Spero che la società cresca. Leggo, mi informo e mi sembra che si stiano mettendo le basi per una lunga permanenza in serie A». Bonisegna è in curiosito anche da Lopez. «Premesso che preferisco gli allenatori italiani - sottolinea -, Diego si è formato qui e conosce molto bene il nostro calcio. Aver giocato tanti anni col Cagliari è un vantaggio, perchè non ha solo la stima della società ma anche quella dei tifosi. Non è poco».

Come si ferma l’Inter? «Se io fossi l’allenatore dei rossoblù - spiega - direi alla squadra di essere aggressiva e non concedere spazi. Guai a farsi trovare scoperti, giocatori come Perisic e Candreva possono farti molto male. Il Cagliari dovrà giocare di rimessa, aspettare e ripartire in velocità. Senza farsi trascinare dall’entusiasmo dei tifosi. Ho letto che la “Sardegna Arena” sarà al completo, un piccolo vantaggio da sfruttare con una gara da interpretare in modo intelligente».

Fare pronostici non gli è mai piaciuto. «Nemmeno quando giocavo rispondevo a queste domande. Comunque, dico X2 e personalmente mi auguro che venga fuori un pari». Boninsegna non perde l’occasione per parlare di Nicolò Barella, un ragazzo che lo ha impressionato per la personalità con cui sta in campo. «Ha solo vent’anni ma mi ha colpito l’intensità con la quale gioca. Ha le potenzialità per fare una bella carriera e per la società rappresenta una sorta di investimento per il futuro. Leggo che ha molto mercato e credo che la prossima estate andrà via dalla Sardegna. Dove? Mi dicono tutti alla Juventus».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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