Bamforth lo stakanovista con lui è un’altra Dinamo
di Andrea Sini
Basket serie A. La guardia è rientrata dopo le due gare con la maglia del Kosovo «Stanchezza? Io penso soltanto a giocare. La nostra squadra cresce e stupirà»
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SASSARI. M’illumino di Bamforth, e con lui in campo è proprio tutta un’altra storia. Perché in campo fa di tutto, perché la palla tra le sue mani è sempre al sicuro e perché, dote non comune nei giocatori di un certo calibro, è tutt’altro che egoista.
La Dinamo si prepara al match di domenica contro l’Enel Brindisi, che aprirà il suo dicembre da “globetrotter”, facendo tesoro delle due settimane di sosta e identificandosi sempre di più nella guardia americana con passaporto kosovaro. Scott Bamforth è lo stakanovista biancoblù, il giocatore – tra i quattro nazionali – che nelle due sfide di qualificazione ai Mondiali, con la maglia del Kosovo, ha giocato più di tutti: 37 minuti venerdì contro la Lituania, 36 domenica in Ungheria. Spremuto al massimo, insomma, come gli è capitato qualche volta anche con la maglia della Dinamo (39 minuti giocati contro Capo d’Orlando). Eppure non vede l’ora di scendere in campo.
«Sì, sono state due partite abbastanza dure – conferma il numero 4 della Dinamo – e il viaggio di ritorno per la Sardegna è stato una mezza odissea. Ma una giornata di riposo è sufficiente, poi si può ripartire. Abbiamo perso entrambe le gare, è vero, ma è stata una grande esperienza da tutti i punti di vista. Ora si riparte, dopo la partita di domenica avremo un lungo dicembre in giro per l’Europa. Sarà dura, ma la vita dei professionisti è questa: ci alleniamo duramente anche per essere pronti a queste “tirate”».
Le due settimane di sosta, comunque, in generale hanno permesso al gruppo biancoblù di tirare un attimo il fiato. «Fermarci ci serviva assolutamente – dice l’ex giocatore di Siviglia, Murcia e Bilbao –. Abbiamo attraversato un periodo piuttosto difficile, soffrendo parecchio per gli infortuni che ci sono capitati. Ma le ultime due vittorie, in campionato e in Champions, ci hanno permesso di affrontare la sosta nelle migliori condizioni dal punto di vista mentale. Nazionale a parte, lo stop farà bene alla squadra. Ma ora non vediamo l’ora di tornare in campo».
La Dinamo continua a ragionare sul breve periodo, in pratica partita per partita. Ma quali sono gli obiettivi dei biancoblù a medio termine? Bamforth sembra avere un debole per la Champions. «Siamo in corsa sia in campionato che in coppa. Abbiamo perso un po’ di terreno, abbiamo perso partite che avremmo meritato di vincere e qualche volta abbiamo anche fatto punti senza giocare al massimo delle nostre possibilità. Dobbiamo solo trovare un equilibrio. Domenica c’è campionato, ma io non vedo l’ora di riprendere il filo con la Champions. Nonostante le sconfitte in casa siamo ancora assolutamente in corsa, la qualificazione è possibile e ci crediamo».
Le cifre raccontano in maniera abbastanza chiara l’importanza del giocatore di Albuquerque, classe 1989, nelle dinamiche di squadra: in campionato Bamforth viaggia a 29 minuti di media, 15 punti, 5,1 rimbalzi e 5 assist, tirando con il 56,8% da 2 e il 43,6% da 3. Dati simili in Champions: 28,2 minuti, 17,5 punti, 6 rimbalzi, 5,3 assist, e un eccellente 48,6% da 3. Il tutto con – rispettivamente – con 10,9 e 12,2 tiri a partita, indice del fatto che non si tratta certo di un mangiapalloni. «Mi piace prendermi le mie responsabilità – conclude Scott Bamforth –, mi piace giocare e abbiamo dimostrato che se giochiamo tutti insieme, aiutandoci e passandoci la palla, possiamo essere una squadra pericolosa per chiunque».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La Dinamo si prepara al match di domenica contro l’Enel Brindisi, che aprirà il suo dicembre da “globetrotter”, facendo tesoro delle due settimane di sosta e identificandosi sempre di più nella guardia americana con passaporto kosovaro. Scott Bamforth è lo stakanovista biancoblù, il giocatore – tra i quattro nazionali – che nelle due sfide di qualificazione ai Mondiali, con la maglia del Kosovo, ha giocato più di tutti: 37 minuti venerdì contro la Lituania, 36 domenica in Ungheria. Spremuto al massimo, insomma, come gli è capitato qualche volta anche con la maglia della Dinamo (39 minuti giocati contro Capo d’Orlando). Eppure non vede l’ora di scendere in campo.
«Sì, sono state due partite abbastanza dure – conferma il numero 4 della Dinamo – e il viaggio di ritorno per la Sardegna è stato una mezza odissea. Ma una giornata di riposo è sufficiente, poi si può ripartire. Abbiamo perso entrambe le gare, è vero, ma è stata una grande esperienza da tutti i punti di vista. Ora si riparte, dopo la partita di domenica avremo un lungo dicembre in giro per l’Europa. Sarà dura, ma la vita dei professionisti è questa: ci alleniamo duramente anche per essere pronti a queste “tirate”».
Le due settimane di sosta, comunque, in generale hanno permesso al gruppo biancoblù di tirare un attimo il fiato. «Fermarci ci serviva assolutamente – dice l’ex giocatore di Siviglia, Murcia e Bilbao –. Abbiamo attraversato un periodo piuttosto difficile, soffrendo parecchio per gli infortuni che ci sono capitati. Ma le ultime due vittorie, in campionato e in Champions, ci hanno permesso di affrontare la sosta nelle migliori condizioni dal punto di vista mentale. Nazionale a parte, lo stop farà bene alla squadra. Ma ora non vediamo l’ora di tornare in campo».
La Dinamo continua a ragionare sul breve periodo, in pratica partita per partita. Ma quali sono gli obiettivi dei biancoblù a medio termine? Bamforth sembra avere un debole per la Champions. «Siamo in corsa sia in campionato che in coppa. Abbiamo perso un po’ di terreno, abbiamo perso partite che avremmo meritato di vincere e qualche volta abbiamo anche fatto punti senza giocare al massimo delle nostre possibilità. Dobbiamo solo trovare un equilibrio. Domenica c’è campionato, ma io non vedo l’ora di riprendere il filo con la Champions. Nonostante le sconfitte in casa siamo ancora assolutamente in corsa, la qualificazione è possibile e ci crediamo».
Le cifre raccontano in maniera abbastanza chiara l’importanza del giocatore di Albuquerque, classe 1989, nelle dinamiche di squadra: in campionato Bamforth viaggia a 29 minuti di media, 15 punti, 5,1 rimbalzi e 5 assist, tirando con il 56,8% da 2 e il 43,6% da 3. Dati simili in Champions: 28,2 minuti, 17,5 punti, 6 rimbalzi, 5,3 assist, e un eccellente 48,6% da 3. Il tutto con – rispettivamente – con 10,9 e 12,2 tiri a partita, indice del fatto che non si tratta certo di un mangiapalloni. «Mi piace prendermi le mie responsabilità – conclude Scott Bamforth –, mi piace giocare e abbiamo dimostrato che se giochiamo tutti insieme, aiutandoci e passandoci la palla, possiamo essere una squadra pericolosa per chiunque».
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