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il campione d’italia al giro 

Secondo e terzo, manca il primo posto

Secondo e terzo, manca il primo posto

Lo scalatore di Villacidro nella corsa rosa si è sempre esaltato

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SASSARI. Dopo un terzo e un secondo posto, la tentazione è forte. Oltretutto Fabio Aru – che nel 2018 punta molto sul mondiale di Innsbrick – con la fortuna e con la corsa rosa ha un debito e insieme un credito. Li ha anche dall’anno scorso, quando il Giro partiva dalla sua Sardegna – Alghero – e un infortunio glielo ha proibito. Una ragione di più per tuffarsi nel 2018, in un’edizione che prevede tante salite (44 mila metri di dislivello) e sempre meno chilometri a cronometro.

Il campione d’Italia 2017 al Giro d’Italia ha indossato la maglia rosa (per un giorno, maledetta cronometro) nel 2015, quando è arrivato secondo a 1’53” dall’amico Contador, dopo aver vinto le tappe di Cervinia e del Sestriere, e prima di vincere la maglia rossa in Spagna. Nel 2014 era arrivato terzo dietro Quintana e Uran, vincendo a Montecampione. Manca qualcosa.

Nella prossima edizione il parterre sarà al top, si può rinnovare il duello con un Froome che Aru ha dimostrato di saper sfidare e di poter battere, e quest’anno la nuova squadra pare in grado di sostenerlo al meglio. Un’altra ragione per provarci, anche se la scelta verrà ufficializzata soltanto a metà dicembre.

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