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«Era ora, stiamo ingranando la marcia giusta»

«Era ora, stiamo ingranando la marcia giusta»

I tre bomber sono d’accordo: «Adesso aspettiamo Demartis, nel girone di ritorno sarà un’arma in più»

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SASSARI. A commentare il successo sull'Anzio, che spedisce il Latte Dolce a 18 punti quando mancano due partite al giro di boa, arrivano un bomber e un ragazzino. Paolo Palmas ha messo la firma sulla punizione che ha aperto la via a un pomeriggio di speranze diventate felice realtà. Nicola Serra ha sfoderato tutta l'esuberanza del fuori quota, lottando in mezzo al campo con carattere e voglia di dimostrare che la maglia da titolare (conquistata per la terza volta) la merita.

«Sono in ripresa, spero di tornare al cento per cento e il gol è la migliore medicina. Cercherò di migliorare il bottino di un anno fa», dice l'attaccante, ormai fuori dal tunnel in cui si era inspiegabilmente infilato la scorsa stagione, rimanendoci anche nelle prime giornate di questo campionato. Dopo il buio Paolo rivede la luce, ha realizzato il suo terzo gol e vuole andare oltre gli 11 dell'annata scorsa.

«Ho ritrovato l'intesa con i compagni, ci conosciamo bene e l'amicizia fuori dal campo aiuta in partita. Mi sono preparato bene sui calci piazzati - racconta - e ho ingannato il portiere, che non ha visto il pallone quando ho calciato. Un gol bello e importante? Sì, ma sono più importanti i 3 punti. Stiamo ingranando tutti la marcia giusta e ora aspettiamo il rientro di Demartis, che sarà il nostro valore aggiunto nel girone di ritorno. Si è capito dalla mezz'ora giocata in questa partita quello che potrà dare alla squadra, per qualità ed esperienza». Chi esperienza non ne ha ma vuole bruciare le tappe è il diciottenne Nicola Serra, centrocampista di Cortoghiana che dopo tre anni a Capoterra si è tuffato nella grande avventura della D e vuole viverla al massimo. "Ho colto l'opportunità di giocare in una categoria così importante - afferma - e credo che me la stia cavando bene, grazie all'aiuto dei compagni. Quando il mister chiama io ci sono e con i consigli di Bianchi, il mio faro in mezzo al campo, posso fare bene e migliorare. Contro l'Anzio è stata tosta ma non mi sono tirato indietro, cercando anche di smussare la mia solita irruenza che spesso mi costa il cartellino. Non sono stato ammonito». Per questo si congratula anche il suo allenatore, che lo invita sempre a frenare l'aggressività agonistica, dote indispensabile (ma da dosare) in un mediano. (sa.u.)

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