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Olbia, un punto per uscire dal tunnel

Pareggio in rimonta con la Lucchese dopo tre sconfitte consecutive. Segna Ogunseye imbeccato da una gemma di Ragatzu

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OLBIA. A volte è meglio un brodino caldo, che una settimana a digiuno. Per sedersi al banchetto delle grandi, ci sarà tempo. L’Olbia sceglie, più o meno costretta, il male minore e finisce per accontentarsi di un pareggio per 1-1 al “Nespoli” contro una Lucchese ordinata ma non trascendentale. Per fortuna c’è uno chef d’eccezione, quel Daniele Ragatzu che disegna un’opera d’arte da leccarsi i baffi con stop su un rilancio che sfiora il cielo, assist al bacio per Ogunseye e conseguente gol del pareggio. Dopo tre sconfitte consecutive in trasferta, le mura amiche non hanno avuto per l’Olbia l’effetto riabilitativo che si sperava. Neanche vale l’effetto placebo, visto che i padroni di casa si trovano dopo pochi minuti sotto di un gol, per uno strano tiro dentro l’area di De Vena che sembra un passaggio ma inganna Aresti e va ad infilarsi all’angolo basso sulla sinistra del portiere dell’Olbia. Qui la sceneggiatura studiata a tavolino da mister Mereu deve cambiare tono, dal riscatto alla paura il passo è breve. Dopo mezz’ora l’Olbia perde pure uno degli attori protagonisti, visto che Feola deve uscire per un risentimento muscolare ed entra al suo posto Arras. Il cambio non è di circostanza, visto che la morìa di centrocampisti costringe l’allenatore dell’Olbia a variare l’assetto, facendo entrare Arras, una punta, con il conseguente spostamento di Ragatzu nel ruolo di trequartista (occasionale): se vogliamo più uno schema vicino al 4-3-3, con Ragatzu che parte da sinistra e Arras che va a stazionare sulla destra, ai lati del centravanti Ogunseye. Un’Olbia offensiva che sconta le sue paure, ma ha il merito di non perdere di vista la partita. Al netto di un predominio territoriale palese, però, le uniche due occasioni arrivano da calcio d’angolo: prima con un colpo di testa di Pisano, sul quale il portiere Albertoni si traveste da un suo quasi omonimo, mito tra i pali, per sventare in calcio d’angolo. Al 40’ del primo tempo c’è la replica, con Leverbe che questa volta tocca sottomisura tra le braccia del portiere della Lucchese. Il secondo tempo non varia di molto il suo spartito, con l’Olbia che cerca di accelerare, attenta però a non subire il raddoppio toscano che equivarrebbe a una sentenza di morte sportiva. Infatti al 13’ della ripresa, su un calcio d’angolo, il centrale Maini svetta su tutti e fa tremare la traversa. Siccome però il genio non segue la corrente, Ragatzu si inventa lo stop dei miracoli e Ogunseye riacciuffa la gara. Qui ti aspetteresti un assalto al fortino, con l’Olbia in versione generale Custer, ma la truppa negli ultimi venti minuti finisce le energie fisiche e nervose e opta per una condotta più attendista. Niente assalti e poco altro da raccontare, se non una serpentina di Ragatzu con tiro che finisce mestamente tra le braccia del portiere toscano. Il pareggio dà ossigeno, ma per tornare a correre l’Olbia avrà bisogno di polmoni più capienti e gambe più forti.

Giandomenico Mele

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