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Un quintetto da corsa made in Usa

Un quintetto da corsa made in Usa

L’Enisey viene dalla sconfitta in Turchia. Attenzione all’ex Cantù Dowdell

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SASSARI. Reduce dalla sconfitta rimediata sul campo del Pinar (97-81) nell'ultimo turno della Basketball Champions League, in pieno gelo siberiano, l'Enisey Krasnoyarsk si appresta ad affrontare la Dinamo Banco di Sardegna sul parquet della Sever Arena, match che rappresenta lo spartiacque fra girone di andata e girone di ritorno della competizione.

Siberiani e sassaresi hanno 8 punti in classifica. La corsa alla qualificazione è aperta ma importante sarà proprio il crocevia russo, dato che sia l'Enisey che Sassari hanno vinto solo due delle sei gare disputate.

I padroni di casa hanno giocato solo due volte fra le mura amiche e in un solo caso, contro Utena (85-81) hanno vinto. I 4/5 del quintetto del Krasnoyarsk sono americani, e in barba al gelo e alla guerra fredda sono proprio gli Usa dettare i ritmi sul parquet ex sovietico. L'Enisey è squadra dalle rotazioni ampie che ama correre. In cabina di regia agisce una vecchia conoscenza del campionato italiano, Zabian Dowdell già protagonista a Cantù nella scorsa stagione: efficace il suo penetra e scarica, metronomo offensivo della formazione russa. Sorvegliato speciale per la difesa biancoblù sarà Anthony Hilliard, esterno che ama dare sin dalle prime battute la sua impronta al match, giocatore difficilmente decifrabile perché capace di costruire dall'uno contro uno o inventare un canestro di puro estro. Un terminale pericoloso e duttile con tanti punti nelle mani e una personalità che va arginata, in area e sul perimetro. Numero quattro è Suleiman Braimoh, lungo che può giocare anche da centro con mano educata dal perimetro e atletismo da sfruttare sotto canestro. Quarto americano dello starting five è il totem Octavius Ellis, assente nel match giocato contro San Pietroburgo e in dubbio per oggi. A completare il quintetto è invece Denis Zakharov, un brutto cliente da affrontare sul perimetro. Ma occhio anche a Igor Kanygin, Aleksander Pavlov e Artem Komissarov, che in uscita dalla panchina danno ulteriore corpo e centimetri al reparto lunghi.

Giovanni Dessole

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