C’è Brian sulla strada della Dinamo
di Mario Carta
Stasera la sfida sul parquet della capolista imbattuta Brescia. L’ex Sacchetti: «Sarò emozionato, certo, ma solo in avvio»
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SASSARI. Arriva dal gelo della lontana Siberia, la Dinamo, scaldata dalla convincente vittoria in Champions sul Krasnoyarks. Ma stasera dovrà sfoderare tutta la sua freddezza per aver ragione della capolista imbattuta della serie A, la Leonessa Brescia, con la quale la squadra di coach Pasquini sarà protagonista dell’anticipo della decima di andata. E ci vorrà un po’ di freddezza in più perché dall’altra parte del campo i sassaresi se la dovranno vedere com Brian Sacchetti, andato a giocare in Lombardia dopo sette anni e tanti trofei con il biancoblù sassarese. Anche per questo non sarà un match “normale”
Vero, Brian?
«No, per me non può esserlo. A Sassari ho vissuto anni belllissimi. Ritroverò tanti amici, alcuni dei fratelli, in particolare Jack. E Rock. L’emozione in avvio ci sarà, è inevitabile, ma poi dovrò pensare solo a giocare».
E a vincere, cosa che vi riesce piuttosto bene. Primo posto, imbattuto, e la chiamata in nazionale. Brian Sacchetti va alla grandissima .
«Evidentemente i colori biancoblù portano bene... no, a parte gli scherzi, sono arrivato in una squadra dove regna la serenità. Sono rimasti sei giocatori dalla scorsa stagione e questo non capita spesso, la compattezza è uno dei segreti di questo gruppo, è una cosa che aiuta. Ed essere stato in Nazionale mi inorgoglisce».
Ci ha trovato Achille Polonara, neo-Dinamo. Cosa vi siete detti?
«Abbiamo parlato molto, in azzurro. E’ un ragazzo d’oro, anche lui è contento della sua scelta. Mi ha detto di essere felice, e che a Sassari si trova benissimo».
Una parte del suo cuore è sempre a Sassari. Sta seguendo la Dinamo?
«Certo. A parte un momento di difficoltà dopo l’avvio, penso dovuto al fatto che la squadra è stata molto rinnovata, arriva da due vittorie in campionato e due in Champions. E’ una squadra costruita bene, dalle grandi potenzialità».
Cose deve fare Brescia per battere la Dinamo? E cosa deve fare la Dinamo per battere Brescia?
«Per battere la Dinamo bisogna partire dalla difesa. E’ una squadra costruita con 10-12 giocatori che possono tranquillamente fare canestro e non c’è una vera stella, anche se Bamforth spicca. Ha tanti uomini pericolosi e noi non dobbiamo fare l’errore di pensare ai singoli. Dobbiamo difendere sulla squadra. Poi, per battere noi? Non posso dirlo, altrimenti gli altri copiano. Però ogni partita fa storia a sé. Noi dobbiamo continuare così. Sta andando bene, ma manteniamo i piedi per terra, i campionati si decidono più avanti».
Vero, Brian?
«No, per me non può esserlo. A Sassari ho vissuto anni belllissimi. Ritroverò tanti amici, alcuni dei fratelli, in particolare Jack. E Rock. L’emozione in avvio ci sarà, è inevitabile, ma poi dovrò pensare solo a giocare».
E a vincere, cosa che vi riesce piuttosto bene. Primo posto, imbattuto, e la chiamata in nazionale. Brian Sacchetti va alla grandissima .
«Evidentemente i colori biancoblù portano bene... no, a parte gli scherzi, sono arrivato in una squadra dove regna la serenità. Sono rimasti sei giocatori dalla scorsa stagione e questo non capita spesso, la compattezza è uno dei segreti di questo gruppo, è una cosa che aiuta. Ed essere stato in Nazionale mi inorgoglisce».
Ci ha trovato Achille Polonara, neo-Dinamo. Cosa vi siete detti?
«Abbiamo parlato molto, in azzurro. E’ un ragazzo d’oro, anche lui è contento della sua scelta. Mi ha detto di essere felice, e che a Sassari si trova benissimo».
Una parte del suo cuore è sempre a Sassari. Sta seguendo la Dinamo?
«Certo. A parte un momento di difficoltà dopo l’avvio, penso dovuto al fatto che la squadra è stata molto rinnovata, arriva da due vittorie in campionato e due in Champions. E’ una squadra costruita bene, dalle grandi potenzialità».
Cose deve fare Brescia per battere la Dinamo? E cosa deve fare la Dinamo per battere Brescia?
«Per battere la Dinamo bisogna partire dalla difesa. E’ una squadra costruita con 10-12 giocatori che possono tranquillamente fare canestro e non c’è una vera stella, anche se Bamforth spicca. Ha tanti uomini pericolosi e noi non dobbiamo fare l’errore di pensare ai singoli. Dobbiamo difendere sulla squadra. Poi, per battere noi? Non posso dirlo, altrimenti gli altri copiano. Però ogni partita fa storia a sé. Noi dobbiamo continuare così. Sta andando bene, ma manteniamo i piedi per terra, i campionati si decidono più avanti».
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