Il Banco di Sardegna ruggisce e doma la Leonessa Brescia
di Andrea Sini
Altro che stanchezza dopo la trasferta in Siberia: la capolista fermata a 9 successi di fila Grande prova di carattere e di cuore, la decisione in volata dopo una rimonta dal -11
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INVIATO A MONTICHIARI. Salutate la capolista, illudetela e poi mettetela al tappeto quando meno se l’aspetta, proprio quando sta per alzare le braccia sotto lo striscione delle dieci vittorie consecutive. La Dinamo del cuore, della testa e delle grandi palle sbanca per mezzo canestro (78-79) il parquet della capolista Germani Brescia, che sinora aveva fatto filotto: 9 su 9. Ne ha invece vinto cinque delle ultime cinque, tra campionato e coppa, la squadra di Federico Pasquini, che oggi parte per la Turchia, dove martedì affronterà il Pinar Karsiyaka. Dire che l’ultimo impegno di questa trasferta tripla arriva sotto i migliori auspici è riduttivo.
Mai morti. A ripercorrere i tanti break e controbreak, sembrerebbe quasi che la partita sia durata tre ore: invece nel corso di 40 minuti se ne sono viste di tutti i colori. Il momento clou è arrivato a 2’25” dalla fine: con Brescia a +6 (76-70, ma poco prima il vantaggio era stato di +11) il bresciano David Moss ha commesso il quinto fallo, facendosi poi fischiare un tecnico. Risultato: tre tiri liberi per la Dinamo e successiva tripla di Hatcher per la parità. A quel punto i sassaresi, con i centri Jones e Planinic fuori da tempo con 5 falli, hanno tirato fuori tutto, chiudendo la partita con un tiro libero di Bamforth a 3”72 dalla sirena. Poi il tiro della disperazione di Landry, finito sul ferro insieme alla serie di vittorie della Leonessa.
La crescita. Come già capitato tante volte nell’ultimo periodo, la Dinamo ha avuto un approccio sensazionale alla gara (7-18 dopo 5’40”) e non si è tirata indietro quando c’è stato da combattere all’arma bianca. Brescia è rientrata quasi subito, ha messo la freccia e a cavallo tra il terzo e l’ultimo periodo ha piazzato un break di 18-3, volando a +11 (68-57) a 8’42” dalla fine. Il Banco, dopo tantissimi minuti a zona, ha difeso corpo a corpo, per poi trovare le stoccate decisive con i solisti, Bamforth e Hatcher.
La rivincita del coach. A fine partita Pasquini è stato applaudito a lungo dal pubblico del PalaGeorge: una bella rivincita per il coach che meno di un mese – contestatissimo da una parte della tifoseria – fa aveva messo il proprio mandato sul tavolo del presidente Sardara, e che ora si ritrova al timone di una squadra lanciata a tutta velocità. Con il recupero degli infortunati la squadra ha cambiato passo, trovando grandi risposte da quasi tutti i giocatori, ma facendo soprattutto enormi passi avanti a livello tattico. La Turchia è dietro l’angolo, ma rispetto al previsto sarà tutto un altro viaggio.
Mai morti. A ripercorrere i tanti break e controbreak, sembrerebbe quasi che la partita sia durata tre ore: invece nel corso di 40 minuti se ne sono viste di tutti i colori. Il momento clou è arrivato a 2’25” dalla fine: con Brescia a +6 (76-70, ma poco prima il vantaggio era stato di +11) il bresciano David Moss ha commesso il quinto fallo, facendosi poi fischiare un tecnico. Risultato: tre tiri liberi per la Dinamo e successiva tripla di Hatcher per la parità. A quel punto i sassaresi, con i centri Jones e Planinic fuori da tempo con 5 falli, hanno tirato fuori tutto, chiudendo la partita con un tiro libero di Bamforth a 3”72 dalla sirena. Poi il tiro della disperazione di Landry, finito sul ferro insieme alla serie di vittorie della Leonessa.
La crescita. Come già capitato tante volte nell’ultimo periodo, la Dinamo ha avuto un approccio sensazionale alla gara (7-18 dopo 5’40”) e non si è tirata indietro quando c’è stato da combattere all’arma bianca. Brescia è rientrata quasi subito, ha messo la freccia e a cavallo tra il terzo e l’ultimo periodo ha piazzato un break di 18-3, volando a +11 (68-57) a 8’42” dalla fine. Il Banco, dopo tantissimi minuti a zona, ha difeso corpo a corpo, per poi trovare le stoccate decisive con i solisti, Bamforth e Hatcher.
La rivincita del coach. A fine partita Pasquini è stato applaudito a lungo dal pubblico del PalaGeorge: una bella rivincita per il coach che meno di un mese – contestatissimo da una parte della tifoseria – fa aveva messo il proprio mandato sul tavolo del presidente Sardara, e che ora si ritrova al timone di una squadra lanciata a tutta velocità. Con il recupero degli infortunati la squadra ha cambiato passo, trovando grandi risposte da quasi tutti i giocatori, ma facendo soprattutto enormi passi avanti a livello tattico. La Turchia è dietro l’angolo, ma rispetto al previsto sarà tutto un altro viaggio.
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