«Promossi per approccio e gestione di gara»
dall’inviato
La soddisfazione di coach Federico Pasquini dopo il successo sulla capolista Germani Brescia
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MONTICHIARI. Gli applausi del pubblico avversario, quelli dei tifosi della Dinamo, assiepati in uno spicchio del PalaGeorge di Montichiari. Le paure di un mese fa e le preoccupazioni della scorsa settimana per questo trittico terribile di trasferte sono alle spalle: dopo avere portato a termine nel migliore dei modi la faticosissima “operazione Siberia”, la Dinamo è uscita a braccia dal campo della capolista, cancellando in un colpo solo la stanchezza e l’imbattibilità della Germani Brescia di coach Diana.
Per coach Federico Pasquini, quasi una certificazione di garanzia su un percorso di lavoro che nei mesi scorsi ha attraversato momenti particolarmente difficili, tra infortuni a ripetizione e una chimica di squadra che ha stentato a lungo ad arrivare. A Montichiari il Banco di Sardegna ha fatto un ulteriore passo avanti. «Sono molto soddisfatto della partita che abbiamo giocato – ha detto Pasquini a fine gara – contro una avversaria molto forte, che ha una grandissima capacità di presentarsi con assetti diversi e grande lucidità nel cercare i punti deboli dell’avversario. Sono contento dell’approccio, con una partenza decisa che ci ha dato grande fiducia. Siamo poi stati bravi a reggere, specie nel secondo quarto, quando loro sono entrati in gas e stavano facendo molto canestro e trovando grande fluidità offensiva». La Dinamo è stata ordinata, aggressiva ma anche paziente in fase offensiva. «Sì, conferma il coach – è l’altra cosa importante di questa partita: abbiamo attaccato bene le loro zone, i loro cambi di difesa, sempre avendo pazienza e cercando nel primo quarto il lungo e nel terzo e ultimo quarto il piccolo, perché credevo che a quel punto aprendo il campo fosse più facile avere degli extra-pass piuttosto che dare la palla dentro ai lunghi visto che loro stavano riempendo l’area. Nei quarti centrali ho abusato un pochino della zona 2-3 - anche se loro erano andati in ritmo e segnavano da tutte le parti da tre punti - perché volevo preservare i due lunghi, Planinic e Jones, a livello di falli, ed era l’unico modo per coprirli. Nel momento in cui si decideva la partita, negli ultimi 5 minuti, siamo stati bravi a difendere uomo contro uomo, con un assetto particolare con Pierre. Sono soddisfatto, possiamo guardare avanti con fiducia».
Per coach Federico Pasquini, quasi una certificazione di garanzia su un percorso di lavoro che nei mesi scorsi ha attraversato momenti particolarmente difficili, tra infortuni a ripetizione e una chimica di squadra che ha stentato a lungo ad arrivare. A Montichiari il Banco di Sardegna ha fatto un ulteriore passo avanti. «Sono molto soddisfatto della partita che abbiamo giocato – ha detto Pasquini a fine gara – contro una avversaria molto forte, che ha una grandissima capacità di presentarsi con assetti diversi e grande lucidità nel cercare i punti deboli dell’avversario. Sono contento dell’approccio, con una partenza decisa che ci ha dato grande fiducia. Siamo poi stati bravi a reggere, specie nel secondo quarto, quando loro sono entrati in gas e stavano facendo molto canestro e trovando grande fluidità offensiva». La Dinamo è stata ordinata, aggressiva ma anche paziente in fase offensiva. «Sì, conferma il coach – è l’altra cosa importante di questa partita: abbiamo attaccato bene le loro zone, i loro cambi di difesa, sempre avendo pazienza e cercando nel primo quarto il lungo e nel terzo e ultimo quarto il piccolo, perché credevo che a quel punto aprendo il campo fosse più facile avere degli extra-pass piuttosto che dare la palla dentro ai lunghi visto che loro stavano riempendo l’area. Nei quarti centrali ho abusato un pochino della zona 2-3 - anche se loro erano andati in ritmo e segnavano da tutte le parti da tre punti - perché volevo preservare i due lunghi, Planinic e Jones, a livello di falli, ed era l’unico modo per coprirli. Nel momento in cui si decideva la partita, negli ultimi 5 minuti, siamo stati bravi a difendere uomo contro uomo, con un assetto particolare con Pierre. Sono soddisfatto, possiamo guardare avanti con fiducia».
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