I tifosi a Gigio: lascia Mino Raiola Il portiere ieri alla festa del Milan
MILANO. Sorrisi, selfie, un abbraccio con l'ad Marco Fassone e perfino una battuta sul «gol sempre sognato» e da poco subito da un collega a Benevento. Il giorno dopo la contestazione subita a San...
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MILANO. Sorrisi, selfie, un abbraccio con l'ad Marco Fassone e perfino una battuta sul «gol sempre sognato» e da poco subito da un collega a Benevento. Il giorno dopo la contestazione subita a San Siro dai tifosi furenti, Gianluigi Donnarumma mostra tranquillità. Ma, da come scuoteva la testa per i fischi e gli insulti, forse per la prima volta ha realizzato la portata del caos generato dalle comunicazioni con cui un paio di mesi fa attraverso il suo entourage ha messo in discussione, per presunte pressioni psicologiche, il rinnovo di contratto firmato a luglio con 5-6 milioni di euro di ingaggio. «Non ho mai detto né scritto di aver subito violenza morale quando ho firmato il contratto». È quanto afferma Gianluigi Donnarumma su Instagram.
Non si vede ancora la fine di questo caos che agita il mondo Milan, almeno quanto l'attesa delle motivazioni con cui la Uefa in questi giorni dovrebbe bocciare la richiesta del Voluntary Agreement. Intanto, all'indomani della tormentata serata di coppa Italia, Donnarumma è tornato allo stadio assieme ai compagni di squadra per la festa del settore giovanile rossonero. «Sono tifoso del Milan», ha detto dal palco.
Non si vede ancora la fine di questo caos che agita il mondo Milan, almeno quanto l'attesa delle motivazioni con cui la Uefa in questi giorni dovrebbe bocciare la richiesta del Voluntary Agreement. Intanto, all'indomani della tormentata serata di coppa Italia, Donnarumma è tornato allo stadio assieme ai compagni di squadra per la festa del settore giovanile rossonero. «Sono tifoso del Milan», ha detto dal palco.
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