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Decisive le parate di un super Aresti

Decisive le parate di un super Aresti

«Ho fatto solo il mio dovere. Ora possiamo toglierci altre soddisfazioni»

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OLBIA. Goleador a parte, la scena se la prende tutta questo grande portiere, a cui molti dicono possa stare stretta anche una maglia da titolare in serie B. Ma Simone Aresti ha scelto Olbia e la serie C, inevitabile quindi che sia diventato uno dei leader emotivi, oltre che tecnici, di questa squadra. Con due interventi prodigiosi ha chiuso la porta nei momenti più importanti della gara col Monza. In avvio sull'incornata di Perini, negli ultimi secondi sull'imbucata di Cogliati. In sala stampa, però, Simone Aresti decide di schivare i complimenti con la stessa efficacia con cui ha intercettato i tiri degli avversari e con decisione e schiettezza elogia la squadra, autrice di un brillante girone d'andata. «È stata una vittoria fondamentale perché ottenuta contro una grande squadra e perché interrompe un periodo difficile, durante il quale comunque gioco e fame nella squadra non erano mai venuti meno – sottolinea –. Non dovevamo sbagliare la partita e non l'abbiamo sbagliata. Il successo ce lo siamo meritato tutto, saliamo a 27 punti, che sono tantissimi e che certificano il nostro grandissimo girone d'andata. Un risultato eccezionale, ottenuto da una squadra giovanissima che merita di essere sostenuta». Un ruolo di leader che sembra trasparire anche dal volume dei richiami ai compagni di reparto. «Non credo, io sono sempre lo stesso – spiega –. I gol si possono pure prendere, ma credo che il nostro reparto difensivo abbia fatto sempre bene, penso che l’Olbia abbia sbagliato davvero solo la partita con l’Alessandria, una formazione tra l’altro costruita per la promozione in serie B». Sulla sua prestazione, che l'ha visto comandare con autorevolezza la difesa, nessun particolare autoelogio. «Da parte mia non c’è rivalsa, vado in campo per fare il mio dovere sempre, per dare il mio contributo alla squadra. La parata più difficile? La prima, quella sul colpo di testa che ho respinto d'istinto. Nell'ultimo intervento ero ben posizionato e l'attaccante aveva lo specchio ridotto». Restano due sfide per chiudere un 2017 che può e deve ancora essere migliorato. «Compattando ancora di più l'ambiente possiamo toglierci soddisfazioni. I nostri tifosi sono un vero e proprio dodicesimo uomo in campo». (g.d.m.)

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