Incidente a Quartu: Matteo Mulas sta bene «Tornerò in campo»
CAGLIARI. «Voglio tranquillizzare tutti. Sto bene e mi trovo a casa. Non ho avuto un arresto cardiaco ma solo un trauma cranico. Ringrazio chi mi ha soccorso, i miei compagni di squadra e il...
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CAGLIARI. «Voglio tranquillizzare tutti. Sto bene e mi trovo a casa. Non ho avuto un arresto cardiaco ma solo un trauma cranico. Ringrazio chi mi ha soccorso, i miei compagni di squadra e il presidente Luca Meloni che mi sono stati vicini e le centinaia di persone che mi hanno manifestato affetto e vicinanza». parole di Matteo Mulas, il giocatore del Sant’Elena infortunatosi domenica durante il derby con il Quartu 2000 (Promozione, girone A). L’attaccante, lucidissimo, ma ancora un po’ frastornato a causa della “craniata” sul terreno di gioco, racconta con dovizia di particolari che cosa è successo. «Nel corso di un contrasto con un avversario ho perso l’equilibrio e sono caduto rovinosamente sul terreno di gioco sbattendo la testa e perdendo i sensi. Il primo a prestarmi soccorso è stato il dottor Pasquale Meloni, il medico sportivo della nostra società, che mi ha praticato le manovre di rito per farmi riprendere conoscenza .Poi è intervenuto anche Cristian Gitani, un ex giocatore del Muravera, dirigente del Quartu 2000, che mi ha praticato a scopo precauzionale un massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo del 118. Mi è stato riferito che non è stato ritenuto opportuno usare il defibrillatore. Ricordo benissimo tutto quello che è successo. Sono stato trasportato al Brotzu e sono stato dimesso al termine degli accertamenti».
Matteo Mulas trent’anni, nato a Muravera, laureato in ingegneria elettronica, vive a Monserrato e lavora come sviluppatore in un’azienda informatica. Appassionato di calcio fin da bambino ha fatto parte delle squadre del settore giovanile del Muravera. Dopo questo incidente appenderà le scarpe al chiodo? « Assolutamente no - risponde - Ho il calcio nel sangue. Conto di riprendere a giocare tra un mese».
Alessandro Bulla
Matteo Mulas trent’anni, nato a Muravera, laureato in ingegneria elettronica, vive a Monserrato e lavora come sviluppatore in un’azienda informatica. Appassionato di calcio fin da bambino ha fatto parte delle squadre del settore giovanile del Muravera. Dopo questo incidente appenderà le scarpe al chiodo? « Assolutamente no - risponde - Ho il calcio nel sangue. Conto di riprendere a giocare tra un mese».
Alessandro Bulla
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