gli avversari
È Rasid Mahalbasic il pilastro dei vicecampioni della Bundesliga
SASSARI. Primo titolo di campione di Germania vinto nel 2009 e poi condito con la conquista della Supercoppa teutonica e acquisizione del pass d'accesso all'Eurolega. Nel 2013-'14, in Eurocup, l'Ewe...
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SASSARI. Primo titolo di campione di Germania vinto nel 2009 e poi condito con la conquista della Supercoppa teutonica e acquisizione del pass d'accesso all'Eurolega.
Nel 2013-'14, in Eurocup, l'Ewe lancia la sua prima sfida alla Dinamo Banco di Sardegna, ennesimo scalino di un percorso in crescendo. C'è un importante background continentale alle spalle dell'Oldenburg, che ha rodato nelle varie competizioni europee il suo meccanismo mettendolo a punto sui tornanti di un campionato, quello tedesco, particolarmente tosto. L'Ewe, finalista scudetto nel 2016-'17, attualmente seconda forza del gruppo A di Champions League e reduce dalla vittoria sul Bamberg in Bundesliga, è ensemble da non sottovalutare, ma questo è dato di fatto che diventa regola applicabile ad ogni singola partita di basket.
Oldenburg, nel match di andata giocato e vinto al PalaSerradimigni, è riuscita a tenere botta ai biancoblù sfruttando poi sul finire del match il momento decisivo utile ad allungare il passo e mettere in cassa i due punti vittoria. Intelligenza tattica, concretezza e approccio alla gara fisico e deciso sono peculiarità riconosciute del roster tedesco. Caratteristiche che, paradossalmente, si sono evidenziate ulteriormente nel momento in cui il club allenato da coach Mladen Drijencic ha scelto di risolvere il suo rapporto con l'esterno Byron Allen, tiratore che nel frattempo si è già accasato al Pinar, squadra turca inserita nello stesso girone di Dinamo e Oldenburg.
L'Ewe è paragonabile a un regolarista del passo nell'atletica, ottimizza il suo agire cestistico utilizzando la zona 2-3 in difesa affidandosi – ancora una volta e per l'undicesima stagione consecutiva – alla leadership di Rickey Paulding e, da quest'anno, alla lucida regia dell'ex Verona e Jesi Mickey McConnell, metronomo capace di dettare il giusto ritmo ai compagni. Sotto canestro c'è Rasid Mahalbasic, che ricevuta palla in area è difficile da arginare in post basso. Occhio a Philipp Schwethelm, perno dello starting five che inizialmente faceva da cambio all'ex Roma De Zeeuw, e ai piccoli Loesing e Tadda, Rientrato nelle rotazioni tedesche anche Massenat, assente nella gara di andata in piazzale Segni. Un avversario rodato e quadrato, che sfrutta qualità e fisicità per imporre il suo ritmo e il suo gioco. Alla Dinamo il compito di trovare la falla nell'ingranaggio teutonico.
Giovanni Dessole
Nel 2013-'14, in Eurocup, l'Ewe lancia la sua prima sfida alla Dinamo Banco di Sardegna, ennesimo scalino di un percorso in crescendo. C'è un importante background continentale alle spalle dell'Oldenburg, che ha rodato nelle varie competizioni europee il suo meccanismo mettendolo a punto sui tornanti di un campionato, quello tedesco, particolarmente tosto. L'Ewe, finalista scudetto nel 2016-'17, attualmente seconda forza del gruppo A di Champions League e reduce dalla vittoria sul Bamberg in Bundesliga, è ensemble da non sottovalutare, ma questo è dato di fatto che diventa regola applicabile ad ogni singola partita di basket.
Oldenburg, nel match di andata giocato e vinto al PalaSerradimigni, è riuscita a tenere botta ai biancoblù sfruttando poi sul finire del match il momento decisivo utile ad allungare il passo e mettere in cassa i due punti vittoria. Intelligenza tattica, concretezza e approccio alla gara fisico e deciso sono peculiarità riconosciute del roster tedesco. Caratteristiche che, paradossalmente, si sono evidenziate ulteriormente nel momento in cui il club allenato da coach Mladen Drijencic ha scelto di risolvere il suo rapporto con l'esterno Byron Allen, tiratore che nel frattempo si è già accasato al Pinar, squadra turca inserita nello stesso girone di Dinamo e Oldenburg.
L'Ewe è paragonabile a un regolarista del passo nell'atletica, ottimizza il suo agire cestistico utilizzando la zona 2-3 in difesa affidandosi – ancora una volta e per l'undicesima stagione consecutiva – alla leadership di Rickey Paulding e, da quest'anno, alla lucida regia dell'ex Verona e Jesi Mickey McConnell, metronomo capace di dettare il giusto ritmo ai compagni. Sotto canestro c'è Rasid Mahalbasic, che ricevuta palla in area è difficile da arginare in post basso. Occhio a Philipp Schwethelm, perno dello starting five che inizialmente faceva da cambio all'ex Roma De Zeeuw, e ai piccoli Loesing e Tadda, Rientrato nelle rotazioni tedesche anche Massenat, assente nella gara di andata in piazzale Segni. Un avversario rodato e quadrato, che sfrutta qualità e fisicità per imporre il suo ritmo e il suo gioco. Alla Dinamo il compito di trovare la falla nell'ingranaggio teutonico.
Giovanni Dessole
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