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La Dinamo tira il fiato e crolla ad Oldenburg

di Andrea Sini
La Dinamo tira il fiato e crolla ad Oldenburg

I sassaresi battuti dopo 7 vittorie consecutive tra campionato e coppa

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Prima o poi doveva arrivare e alla fine è arrivata, anche se nella circostanza più “dannosa” per la corsa in Champions league. La cavalcata della Dinamo si ferma in Bassa Sassonia: la squadra di coach Pasquini viene travolta dall’Ewe Oldenburg per 90-72 e chiude la serie d’oro, arrivata a 7 vittorie consecutive tra campionato e coppa. I sassaresi cadono al chilometro 20mila di questo incredibile autunno di viaggi, dopo avere sbancato uno dopo l’altro i campi di Varese, Krasnoyarsk, Brescia e Pinar Karsiyaka. Un passo falso in qualche modo fisiologico ma che pesa come un macigno sulla classifica: il Banco resta in corsa per la qualificazione, ma le vittorie di Murcia e Pinar complicano notevolmente le cose.

Motore in panne. La Dinamo resta in partita per 14 minuti (29-28), poi paga la fatica, con la prestazione del suo uomo migliore, Scott Bamforth (3 punti realizzati con 1/10 al tiro, 6 palle perse, -5 di valutazione), che pesa come un macigno sulla sconfitta ma serve anche a fotografare la serata no degli uomini in maglia verde. Appena i tedeschi cambiano passo arriva un break di 18-5 che compromette la gara. Ai sassaresi, capaci di difendere ai loro livelli solo per pochi minuti, non bastano le giocate di Pierre e le triple di Polonara.

La partita. La Dinamo parte bene, difende discretamente e cerca di spingere in contropiede, con Jones presente e reattivo. L’Ewe reagisce e dal 5-8 i sassaresi si trovano sotto 12-10 dopo una tripla di Paulding. Nell’area tedesca volano colpi proibiti e la Dinamo fa fatica ad adeguarsi. Polonara infila una tripla da lontanissimo ma la difesa sassarese è corta proprio sul perimetro: Paulding e De Zeeuw fanno centro da oltre l’arco (19-15), Pasquini cambia completamente il quintetto, affidando la regia a Stipcevic. A tenere a galla i sassaresi però è l’altro croato, il centro Planinic, che con 6 punti di fila permette al Banco di arrivare alla prima sirena sul -2, 23-21. Oldenburg sfrutta le giocate in post basso di De Zeeuw e si lancia sul 27-21, Pasquini chiede timeout poi ci ripensa e intanto Stipcevic trova la tripla. Sassari però ha il problema Bamforth: l’americano ha le mani ghiacciate (0/8) e dall’altra parte Massenat e Maalbasich trovano lo spazio per portare i gialloblù a +7 (36-29), con un break di 7-1. La squadra di Pasquini si aggrappa alle giocate di Pierre, ma l’attacco si fa prevedibile e la difesa non è abbastanza dura: così Paulding si infiamma (tripla e schiacciata nel giro di 30”) e McConnell infila sulla sirena il punto del 47-33. La Dinamo trova ossigeno con una tripla di Polonara, ma è un fuoco di paglia. L’attacco si impantana e Oldenburg schizza via grazie a Mahalbasic e McConnell, che allungano a +19 (57-38) a 5’ dalla terza sirena. Pasquini inserisce Planinic al posto di Jones, ma i padroni di casa iniziano a dominare anche a rimbalzo e accelerano ancora: i tedeschi vedono il canestro grandissimo e in un attimo schizzano a +25 (67-42) con Schwethelm e Paulding. Randolph prova a rianimare il Banco con 5 punti di fila (67-47 a fine terzo quarto), ma i problemi a rimbalzo si fanno ancora più pesanti. Arrivano comunque alcuni minuti di buonissima difesa, e un break firmato Spissu e Pierre porta la Dinamo a -13 (76-63) a 5’ dalal sirena. È solo un’illusione, perché l’idea di una rimonta complicatissima muore prima ancora di iniziare, con Paulding e Mahalbasic che firmano l’ultimo allungo dei tedeschi, che chiudono a +18: 90-72.

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