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Il mister scaccia i brutti pensieri: «Concentriamoci sul lavoro»

di Enrico Gaviano

CAGLIARI. “El Jefe”, come un capo che si rispetti, cerca di nascondere le sue preoccupazioni. Il Cagliari è precipitato in un vortice di risultati negativi mentre le altre squadre coinvolte nella...

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CAGLIARI. “El Jefe”, come un capo che si rispetti, cerca di nascondere le sue preoccupazioni. Il Cagliari è precipitato in un vortice di risultati negativi mentre le altre squadre coinvolte nella lotta retrocessione hanno ripreso a camminare più spedite dei rossoblù. Ma lui cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Meglio avere due punti in più degli altri – dice – che averli da recuperare. Siamo tutti consapevoli che per salvarsi occorre lottare e soffrire. Noi sotto questo profilo siamo pronti».

Eppure dopo le ultime cinque partite, in cui il Cagliari ha tirato fuori la miseria di due punti, la paura nell’ambiente serpeggia. Ora, poi, dopo la complicata trasferta sul campo dell’Atalanta, alla Sardegna Arena arriveranno una dopo l’altra Juventus e Milan. «Ma io penso solo alla prossima partita, quella con l’Atalanta – dice Lopez –. Siamo tutti concentrati su Bergamo. il resto non ci interessa. Perché io vedo il nostro campionato in questo modo: pensare a quanto fatto nelle precedenti partite e poi preoccuparci, ma solo un avversario per volta, a quello che ci aspetta. Le tabelle le lascio volentieri ai giornalisti e ai tifosi».

Rifiuta senza se e senza ma, il tecnico uruguaiano, l’ipotesi che la squadra sia in debito d’ossigeno. «Abbiamo lavorato bene in settimana – dice – e il problema è un altro. Abbiamo sbagliato la partita, commesso un sacco di errori. In particolare non siamo mai stati capaci di uscire dalla difesa con palle pulite, di proporre ripartenze efficaci. Chiaro che perdendo palla ripetutamente, per giunta con una squadra di spessore come la Fiorentina, le difficoltà aumentano a dismisura».

Nessuna croce da mettere sopra quello o quell’altro dei suoi giocatori. Cossu, ad esempio, non ha reso per ciò che ci si aspettava. «Ma non si tratta di parlare dei singoli – replica –, semmai è tutta la squadra che ha steccato».

Fra le varie cose provate, anche l’inserimento (in corsa) di Faragò sulla catena di destra, davanti a Van der Wiel. «Serviva avere un po’ di forza in quella parte del campo – ricorda Lopez –. Credo sia una cosa che si possa provare anche in seguito in campionato».

Insomma la preoccupazione, “El Jefe”, cerca di scacciarla. La parola magica? Lavoro. «Per superare questo momento – dice – dobbiamo semplicemente concentrarci e lavorare sodo, non conosco altri modi per poter risalire la classifica. Del resto le ultime prestazioni, come quella contro la Roma, erano state discrete. Dobbiamo ripartire da lì, ricordando la gara con la Fiorentina come severo monito».

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