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Finalmente Randolph è tornato «Non me ne sono mai andato...»

dall’inviato

VENEZIA. Non si sente un uomo riemerso dalle tenebre, dice di non avere mai perso la fiducia nei propri mezzi e di essere felice di far parte di un gruppo in cui tutti hanno responsabilità importanti...

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VENEZIA. Non si sente un uomo riemerso dalle tenebre, dice di non avere mai perso la fiducia nei propri mezzi e di essere felice di far parte di un gruppo in cui tutti hanno responsabilità importanti e possono diventare protagonisti. Eppure il Levi Randolph visto martedì sera sul parquet del Taliercio è un altro giocatore rispetto a quello “leggero” e timido degli ultimi mesi: 21 punti segnati in 29 minuti, con 10 rimbalzi catturati e una impressionante striscia di 14 punti consecutivi piazzata nel terzo quarto: schiacciate, tagli sulla linea di fondo, tiri dalla media. Un repertorio di primo livello per un giocatore che la Dinamo stava aspettando da un po’. La settimana scorsa, contro Pistoia, l’ex giocatore della Sidigas aveva battuto un colpo, tornando in doppia cifra dopo 6 gare di campionato complessivamente molto al di sotto di attese e possibilità.

«No, va tutto bene per me, non ho mai guardato le cifre – dice il venticinquenne di Madison, Alabama –. Personalmente ho sempre cercato di lavorare duro e di dare tutto in allenamento, senza stare poi a pensare al tabellino dopo le partite. Nel roster della Dinamo ci sono tanti giocatori importanti e quello che devo fare è cercare di essere pronto quando serve. Non ho mi perso la fiducia, né mi sembra che gli altri nel gruppo l’abbiano persa nei miei confronti».

La striscia di 7 canestri consecutivi piazzata nel terzo quarto, contro i campioni d’Italia, dimostra che Randolph può essere comunque un primattore per la Dinamo. Come spiegarsi, allora, le prestazioni a fase alterne dei mesi scorsi? «Faccio tutto quello che posso, in ogni partita. A Venezia – spiega il numero 20 biancoblù – è capitata una di quelle serate in cui a un certo punto tutte le cose vanno a posto, sono stato molto coinvolto nel gioco, ho fatto alcune cose buone e sono andato spesso a canestro. Ma penso anche alle cose importanti che ha fatto altri: Jack in difesa, per esempio, che è stato fondamentale anche senza fare canestro. Quindi non è una questione legata a una persona o a una partita. Stiamo lavorando per essere un gruppo ed è giusto valutare le cose come gruppo».

Con un Randolph così, per il Banco si aprono in ogni caso prospettive ancora più interessanti. «Il nostro è un buonissimo roster. Come ho già detto, abbiamo tanti giocatori e sono tutti importanti. Ognuno di noi sa fare diverse cose e deve cercare di farle quando servono alla squadra. Sono abbastanza soddisfatto della mia prestazione ma questo non conta nulla, perché l’unica cosa importante per noi è la vittoria. Le recriminazioni sui fischi arbitrali? È inutile pensarci, anche quelle pesano ma è più importante soffermarsi sulle cose che riguardano noi e sulle quali possiamo migliorare».

Contro una Reyer Venezia priva di due giocatori importanti ma comunque molto combattiva, la Dinamo si è lasciata sfuggire un’occasione d’oro per blindare un posto nella FInal Eight di Coppa Italia. «È stata una gara durissima, siamo venuti fuori nella seconda parte della partita dopo un inizio un po’ difficile. Ci è mancato davvero poco nel finale per portarla a casa. Siamo usciti dal campo amareggiati ma molto convinti delle nostre possibilità». (a.si.)



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