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Marino: «L’Olbia è sana, adesso l’obiettivo è consolidarci»

Giandomenico Mele
Il tecnico Mereu e il presidente Marino
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Il tecnico Mereu e il presidente Marino

Serie C, il presidente fa il punto della stagione: «Il bilancio sportivo è positivo e i conti sono a posto»

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OLBIA. L’ambizione spesso deve fare i conti col realismo. Il pragmatismo non fa difetto ad Alessandro Marino, presidente dell’Olbia, ma anche uomo di studi economici che sa far prevalere la logica dei conti su quella dei proclami. Nell’incontro di inizio anno con la stampa, per tracciare un bilancio del 2017 e parlare di futuro, inevitabile non partire da Daniele Ragatzu, la stella di quest’Olbia che con 30 punti è la vera sorpresa del campionato di serie C, girone A. Le sirene ci sono, Ragatzu resterà a Olbia?

«Noi speriamo di sì, per ora non ci sono arrivate offerte, anche se sappiamo che Ragatzu per la serie C è un lusso. Un ritorno al Cagliari? Escludo che possa accadere a gennaio, a giugno tutto è possibile. Il Brescia si era mosso, il ds Filucchi era venuto per vederlo giocare. Ma sarà il ragazzo a decidere cosa fare. La regola è quella che vale per tutti: davanti a offerte irrinunciabili sarà la volontà del giocatore a prevalere. Sui nostri big c’è l’interesse di diverse società, anche di categorie superiori. A Ogunseye so che sono interessate alcune squadre straniere. Ma non so quante squadre abbiano i soldi per acquistare un giocatore del valore di Ragatzu».

Il ragionamento per la stella della squadra vale un po’ per tutti i gioielli di questa Olbia dei miracoli. Il caso Kouko insegna. «Per lui era arrivata un’offerta dall’Albinoleffe e il ragazzo ci chiese di essere ceduto – sottolinea Marino –. Vedremo cosa accadrà. Smentisco l’arrivo di Melchiorri dal Cagliari. Lo conosco dai tempi del Pescara e quest’estate gli proposi di venire da noi per recuperare dall’infortunio. Lui rifiutò e preferì restare a Cagliari. Una scelta che non condivisi e, alla fine, ha giocato solo pochi minuti. Ma ora, completato il recupero fisico, Melchiorri è un giocatore al quale sta stretta la C e troppo larga la serie A. Magari andrà a giocare in B». Nessuna possibilità di vedere nelle file dei bianchi un altro attaccante rossoblù: Niccolò Giannetti. «Lui non è un giocatore da serie C, può fare la differenza in serie B».

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Dunque il mercato di riparazione sarà soprattutto orientato a confermare i pezzi migliori, magari tenendo gli occhi aperti per un innesto. «Pensiamo che potrebbe servire un centrocampista dalle qualità offensive. I tempi di recupero di Geroni non sono noti dopo l’infortunio al piede, comunque cercheremo, nei limiti delle risorse, di migliorare la rosa». Poi i complimenti a mister Bernardo Mereu e il suo staff. «Il ds Pierluigi Carta e il mister, insieme a tutto lo staff, sono un gruppo granitico – spiega Marino –. A volte sono io quello che si sente estraneo. Mereu ha dato equilibrio ed è un gran lavoratore. Il bilancio della stagione, finora, è ampiamente positivo».

Esaurite le questioni tecniche, si passa a quelle finanziarie. «Siamo una società sana, che punta a un sostanziale pareggio tra costi e ricavi, anche se è una strada lunga – sottolinea il presidente dell’Olbia –. Per poter pensare in grande, anche a un’eventuale promozione, servono soci che mi affianchino. So che l’appello al tessuto imprenditoriale ha bisogno di tempo per avere delle risposte, ma al momento il monte stipendi delle società che puntano alla serie B, come Livorno, Lecce e Padova, è totalmente fuori dalla nostra portata». Chiusura sul pantano del governo federale.

«Porterò come prima istanza nell’assemblea di Lega Pro il principio secondo cui si veda riconosciuto il grande lavoro svolto da società come Olbia, Pontedera e Pistoiese, perché chi ha saputo dimostrare una gestione virtuosa non debba essere costretta a mendicare. Nelle prossime settimane ci sarà in agenda anche un dibattito sulla redistribuzione delle risorse: ecco, credo che chi meglio persegua la missione della Lega, che è quella di far crescere i giovani italiani, debba vedersi riconosciuto un contributo maggiore nella mutualità».

 

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