Il Cip Sardegna cresce e mette in cantiere un 2018 ricchissimo
Paolo Poddighe fa il bilancio dello sport paralimpico: «Stiamo già lavorando per i Giochi di Tokyo del 2020»
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SASSARI. Se il 2017 è stato un anno ampiamente positivo il 2018 si preannunci ancora meglio per il Cip Sardegna. L’ente regionale preposto all’attività sportiva paralimpica ha infatti rinnovato poco più di un mese fa la sua giunta, che resterà in carica fino al 2020, confermando come presidente il sassarese Paolo Poddighe, che ha stilato un rendiconto annuale che risulta decisamente lusinghiero. «Nel corso dell’anno appena concluso – spiega Poddighe – abbiamo organizzato attraverso le 24 federazioni con le quali collaboriamo 23 eventi, sia promozionali che agonistici, con appuntamenti di livello internazionale come la Coppa del Mondo di tennis in carrozzina ad Alghero, i campionati del mondo di calcio a cinque per ipovedenti a Cagliari e la para archery European Cup di tiro con l’arco ad Olbia. Ma quello più partecipato è stata la giornata nazionale paralimpica svoltasi a Sassari, che ha richiamato ben 2400 alunni delle scuole medie e superiori de territorio».
Ormai il Cip è un ente ben conosciuto a livello regionale, ma il lavoro in favore di un sempre maggiore sviluppo delle possibilità di sport per disabili è ancora lungo. «Per il 2018 – aggiunge Poddighe – puntiamo su una maggiore collaborazione con le federazioni, che sono il nostro braccio operativo, per costruire e qualificare atleti di alto livello, che possano giocarsi le loro carte per l’appuntamento clou del quadriennio, ossia le Olimpiadi di Tokyo nel 2020. E vogliamo incrementare anche la sinergia con il Miur per preparare sempre meglio gli insegnanti di scienze motorie al lavoro con i disabili. Ma i progetti sono davvero tanti, da uno specifico per i malati di sla in modo che possano cimentarsi con gli scacchi, all’apertura di un dialogo con l’assessorato alla Sanità per promuovere varie iniziative di sport terapia».
Ovviamente non mancheranno anche gli appuntamenti agonistici di rilievo, come i campionati italiani Fisdir a maggio ad Arborea, una tappa della seconda edizione della para archery European Cup, sempre ad Olbia ai primi di giugno, ed a settembre i campionati italiani di nuoto in acque libere a Palau. Già avviati inoltre i contatti per portare in Sardegna in raduno alcune nazionali paralimpiche, come quelle Fitri e della canoa. «Possiamo solo crescere – ha concluso Poddighe –. Abbiamo lavorato bene e abbiamo posto le basi per un 2018 ricco di soddisfazioni sia sotto l’aspetto organizzativo che dei risultati».
Fabio Fresu
Ormai il Cip è un ente ben conosciuto a livello regionale, ma il lavoro in favore di un sempre maggiore sviluppo delle possibilità di sport per disabili è ancora lungo. «Per il 2018 – aggiunge Poddighe – puntiamo su una maggiore collaborazione con le federazioni, che sono il nostro braccio operativo, per costruire e qualificare atleti di alto livello, che possano giocarsi le loro carte per l’appuntamento clou del quadriennio, ossia le Olimpiadi di Tokyo nel 2020. E vogliamo incrementare anche la sinergia con il Miur per preparare sempre meglio gli insegnanti di scienze motorie al lavoro con i disabili. Ma i progetti sono davvero tanti, da uno specifico per i malati di sla in modo che possano cimentarsi con gli scacchi, all’apertura di un dialogo con l’assessorato alla Sanità per promuovere varie iniziative di sport terapia».
Ovviamente non mancheranno anche gli appuntamenti agonistici di rilievo, come i campionati italiani Fisdir a maggio ad Arborea, una tappa della seconda edizione della para archery European Cup, sempre ad Olbia ai primi di giugno, ed a settembre i campionati italiani di nuoto in acque libere a Palau. Già avviati inoltre i contatti per portare in Sardegna in raduno alcune nazionali paralimpiche, come quelle Fitri e della canoa. «Possiamo solo crescere – ha concluso Poddighe –. Abbiamo lavorato bene e abbiamo posto le basi per un 2018 ricco di soddisfazioni sia sotto l’aspetto organizzativo che dei risultati».
Fabio Fresu
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