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Scende in campo Gigi Riva: «La Signora si batte così»

di Enrico Gaviano
Gigi Riva segna il rigore del 2-2 alla Juve che vale lo scudetto del 1970
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Gigi Riva segna il rigore del 2-2 alla Juve che vale lo scudetto del 1970

Rombodituono e le sue imprese contro la Juve: «Auguri ai rossoblù»

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CAGLIARI. «È la partita più difficile della stagione, ma il Cagliari se la può giocare». Gigi Riva non ha dubbi, alla vigilia della sfida alla Juventus di Allegri incoraggia i rossoblù. Lui quella partita l’ha giocata 18 volte, sa cosa significa trovarsi davanti le maglie bianconere. Con il suo Cagliari a un certo punto era addirittura riuscito a sovvertire le gerarchie: rossoblù in campo con il ruolo di favoriti e rivali torinesi costretti ad affrontare la gara con infinite cautele. Gigi è stato insieme l’incubo e il sogno mai realizzato della pluriscudettata Signora del calcio italiano. Lui, al pensiero, sorride ancora, e inevitabilmente i ricordi volano via sino al 15 marzo del 1970, e alla partita che decise quel campionato.

Lo scudetto in cassaforte. Comunale di Torino al gran completo, aria fredda e nebbiosa di fine inverno torinese. Dirige il principe Lo Bello. Il Cagliari ha 34 punti, due in più della Juve. Non perdere significherebbe, a sei turni dalla fine, avere via libera. Ma Riva non si fida. «Avevamo paura che nonostante la nostra forza – ricorda –, quello scudetto non volessero comunque farcelo vincere». Il primo tempo è già da “fuochi d’artificio”: la Juve va avanti grazie a uno dei più bei autogol di testa di Niccolai, il Cagliari pareggia sul finire con una magìa di Riva sottoporta. Ma nella ripresa entra in scena l’arbitro siracusano. «Intanto assegna un rigore contro il Cagliari – ricapitola Riva –: tira Haller ma Albertosi neutralizza con un grande balzo. Non facciamo in tempo a far festa perché quello dice che il rigore va ripetuto. Mentre noi ci mettiamo tutti le mani nei capelli sul dischetto va Anastasi, che non sbaglia». Riva è su tutte le furie. «Mi avvicino a Lo Bello, gli chiedo che cosa vuol sentirsi dire per tirar fuori il cartellino rosso e cacciarmi. Lui serafico replica: “Pensi a giocare”». La partita riprende e dopo un po’ una confusa mischia in area juventina viene risolta da Lo Bello con un nuovo rigore, stavolta per il Cagliari. «Ricordo ogni fotogramma di quel rigore – spiega Gigi –. Solitamente tiravo delle grandi cannonate ma quella volta allargai il compasso, scelsi la conclusione di precisione. Anzolin si tuffò dalla parte giusta, alla mia sinistra, io cominciai a sentire i brividi sulla schiena, il portiere toccò il pallone ma evidentemente avevo angolato benissimo il tiro, così non riuscì a bloccarlo completamente». Finì 2-2 e il Cagliari a quel punto si trovò a giocare le ultime sei partite quasi in scioltezza mettendo insieme 4 vittorie e due pareggi e vincendo lo scudetto.

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Sei reti alla Signora. Diciotto partite contro la Juventus e sei reti. Anzolin (4 reti) e Zoff (2) le sue vittime. Fu lui, manco a dirlo, a segnare l’unico gol nella prima vittoria rossoblù contro i bianconeri. Accadde il 31 gennaio del 1965 all’Amsicora: lancio a tagliare il campo dalla sinistra e lui che si infila da ala destra e tutto solo batte con un preciso rasoterra Anzolin. Poi arrivò la rete che in combutta con Boninsegna consentì al Cagliari di vincere per 2-1 nel torneo ’68-69 e violare Torino. Quindi le due reti del 1970, per il pareggio-scudetto. Le ultime due reti arrivano nella stagione 1973-74, quella in cui, ironia della sorte, avrebbe dovuto giocare dall’altra parte della barricata. «Ricordo soprattutto quella dell’andata. Un tiro in semirovesciata a 5 minuti dalla fine. Vincemmo 2-1 e fu una bella soddisfazione». Nella partita di ritorno finì 1-1 e lui si tolse anche il gusto di far gol beffando Morini che sino ad allora era riuscito sempre a bloccarlo.

Io alla Juve? Non fa! Riva è stato corteggiato per anni dalla Juventus. Ogni anno l’avvocato Agnelli spediva Boniperti sulle tracce del bomber per convincerlo. Al termine della finale del maggio 1973 contro l’Ajax, persa per 1-0, Agnelli si rivolse a Boniperti: “Ecco, con Riva stavolta avremmo vinto”. «Capitava spesso che mi trovassi davanti Boniperti a fine partita quando giocavamo al nord – ricorda Riva –. Lui mi diceva: e dai Gigi, dimmi di sì, dimmi di sì. Ti prego. Prendiamo un’auto a noleggio, andiamo a Torino e facciamo contento l’Avvocato». Proprio nell’estate del 1973 il Cagliari cedette: la Juve mise sul piatto 2 miliardi fra contanti e giocatori, ben sei. Nel gruppo c’erano Bettega, Gentile, Cuccureddu, Viola, Musiello e Savoldi II. Andrea Arrica disse a Boniperti: “Io sono d’accordo ma bisogna convincere Gigi”. E Riva non si mosse: «Risposi a Boniperti come si usa dire a Cagliari: No, non fa».

La partita di sabato. Il pronostico per la super sfida di sabato? Gigi non si scompone. «Il Cagliari ha vinto a Bergamo – ricorda – e vincere da quelle parti, credetemi, non è mai stato facile. Significa dunque aver affrontato la settimana con fiducia e morale. Fattori molto importanti per i rossoblù che vantano oltretutto una rosa solida. Ecco perché dico che il Cagliari se la può giocare».
 

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