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Un ponte Cagliari-Torino con traffico da ore di punta

Un ponte Cagliari-Torino con traffico da ore di punta

Da Claudio Nenè a Pietro Paolo Virdis, da Zebinà ad Alessandro Matri e Storari Storie di ex, di grandi affari e di un solo rifiuto: il no di Riva all’avvocato Agnelli

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CAGLIARI. Un elenco che associa storia, emozioni e ricordi. In rossoblù e bianconero. Punte e terzini, portieri e registi, allenatori e diesse: il via vai tra Cagliari e Torino, e viceversa, ha radici antiche. Campioni e comprimari, talenti e qualche mezzo brocco. Un dialogo ininterrotto. Se l'ultimo "nato" è Romagna, preceduto dal direttore sportivo Rossi, a scaldare i cuori dei tifosi più anziani brilla l'approdo di Claudio Nenè. Nel 1964 il brasiliano giunge per un'intuizione, e i buoni rapporti personali, del vice presidente Andrea Arrica con Giampiero Boniperti. Firma da ala destra, con Silvestri, e da mezzala, con Scopigno, 311 gare e 23 gol. Claudione è scomparso a Capoterra il 3 settembre 2016. In questo mezzo secolo abbondante, giungono dalla Vecchia Signora bei nomi. A partire da Marchetti, regista per 185 partite, 9 i gol, dal '77 all'83. Ben altre dimensioni tecniche, di risultati e mediatiche, nel cammino di Pietro Paolo Virdis. Famoso per il no a Boniperti, la punta di Sindia, lascia poi Cagliari (24 reti in 74 partite dal '74 al '77) per Torino. Ci rimane fino al 1980, gioca 45 gare e firma 8 gol. La stagione dopo è in Sardegna: 22 e 5 lo score. Torna alla Juve, 9 reti in 30 match. Forte di testa e nelle stoccate in diagonale, abile nel muoversi senza palla - sarebbe piaciuto a Sarri - Virdis mette in bacheca i grandi successi col Milan di Van Basten e Baresi. La lista è copiosa. E mette in luce anche Buso, mezzala juventina dall'85 all'89, poi al Sant'Elia nel 2000/01: 31 partite e 4 gol. Il tragitto inverso lo compie uno dei trequartisti più dotati mai apparsi al Sant'Elia: O'Neill. Colpo di mercato del manager Giraudo, l'uruguaiano saluta i rossoblù per la Mole nel 2000 dopo 120 partite e 12 gol. A Torino non andrà al meglio: 14 reti in due stagioni prima del Perugia e del rientro a Cagliari nel 2002. Fabian, classe '73, chiude col calcio al Nacional a 30 anni. Tanto talentuoso quanto irrequieto, gestisce una fattoria: «Ho dilapidato quattrodici milioni di euro tra donne, alcol e scommesse. Ma rifarei tutto» ha detto di recente.

Dal virtuosista al pararigori: Chimenti arriva dalla Juve nel 2006 (43 presenze), torna a Vinovo dopo un flash a Udine. Stando ai portieri, è fresco il percorso di Storari: prima nel 2008, poi al Cagliari nel 2015/17. Bomber a corrente alternata - ma puntuale quando sfida la sua ex squadra: ha segnato al Cagliari con i bianconeri, e di recente, anche col Sassuolo - Matri è una delle cessioni più lucrose di Massimo Cellino. Il centravanti esplode in rossoblù dal 2007 al 2011: 124 gare e 36 gol. Passa alla Juve in prestito oneroso di 2,5 milioni di euro, riscatto a 15,5. Al Cagliari anche metà di Lorenzo Ariaudo. Fino al 2013 colleziona 27 gol in 69 match. Il patron si ricopre d'oro anche con Jonathan Zebinà. Nel 2000 il terzino francese, classe '78, lascia la Sardegna per la Roma. Quattro anni dopo è alla Juve. Ci rimane fino al 2010 (98 partite) e nel 2006, complici Thuram e Buffon, si perde Zola che al Sant'Elia lo batte di testa, pareggia e scolpisce il calcio. Infine, citazioni per Borriello, Isla e Padoin. Ex attuali. Ma forse il film si apre con Silvio Piola in panca. Se è Allegri ad aver trovato l'exploit in panca all'Allianz Stadium dopo aver guidato anche il Cagliari, la punta che sfida Meazza a suon di record, gioca anche nella Juve (dal '45 al 47, 57 gare 26 reti). Allena i Quattro mori nel 1954/58, serie B. Non andrà benissimo. Ma è forse il primo ad aver collezionato bianconero e rossoblù.

Mario Frongia

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