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La Dinamo vuole lasciare a terra l’Aquila

di Andrea Sini
La Dinamo vuole lasciare a terra l’Aquila

Basket, alle 18.15 al PalaSerradimigni lo scontro diretto con Trento che vale la qualificazione alla Final Eight di Firenze

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SASSARI. Battere Trento, staccare il pass per Firenze e concentrare tutte le energie su Murcia per andare avanti in coppa. Oppure complicarsi la vita, tenersi l’ansia addosso e presentarsi a Pesaro per la prova d’appello nella fastidiosa condizione di non essere più arbitri del proprio destino.

Tempo di sliding doors in piazzale Segni, porte che si aprono e si chiudono sugli obiettivi stagionali. Oggi alle 18,15 la Dinamo scende in campo contro l’Aquila Trento nella penultima giornata del girone d’andata. Non è un gioco da “tutto in una notte”, ma quasi: chi vince staccherà il biglietto per la Final Eight di Coppa Italia di Firenze; chi perde dovrà giocarsi tutto domenica prossima, ma a quel punto dovrà anche sperare in una serie di risultati favorevoli dagli altri campo.

Dove osa l’Aquila. Dinamo e Aquila arrivano a questo match-spareggio spalla a spalla: 14 punti in 13 partite, con 7 vittorie, proprio come la Virtus Bologna. Ma a fare impressione è il ruolino di marcia della Dolomiti Energia, che nell’ultimo mese ha messo una in fila all’altra ben 9 vittorie consecutive, 5 in Eurocup e 4 in campionato, ottenute sui campi di Brindisi e Pistoia e in casa contro Cremona e Torino. Curiosamente, così come per la Dinamo, anche in casa Trento la svolta è arrivata dopo una sconfitta contro Capo d’Orlando. In sede di presentazione della sfida odierna, coach Pasquini ha sottolineato la grande qualità che l’Aquila sa esprimere a livello difensivo e la grande capacità di complicare le cose agli avversari. Ma Scott Bamforth e compagni nelle ultime due gare hanno tenuto testa a corazzate come Venezia e Avellino, dopo avere collezionato nel corso del girone d’andata scalpi importanti come quelli di Milano e Brescia. Insomma, la Dinamo non è affatto scarsa e non parte certamente battuta.

Numeri a confronto. La Dinamo segna tanto (84,2 punti a partita, secondo attacco del campionato dopo Cantù), e in casa fa ancora meglio, arrivando a una media di 86,9 punti di media, mentre Trento si ferma a 77,5. La squadra sassarese cattura più rimbalzi (36,2 contro 34,8) e tira meglio sia da 2 (54,7% contro 51) che da tre punti (35,5% contro 33,9%). Se si considerano però solo le ultime 4 gare, molti valori vengono ribaltati: Trento sale a quota 83 punti segnati (Sassari 83,8), con il 52,6% da 2 (contro il 48,6% del Banco) e il 40,2% da 3 (la Dinamo si ferma al 33%). La Dolomiti Energia recupera più palle (7,3 a 6,8) e ne perde meno (11,9, mentre la Dinamo ne getta via 13,8). A proposito di difesa, Forray e compagni concedono una media di 76,6 punti, mentre i sassaresi ne subiscono 80,7.

I duelli. In questi giorni la Dinamo si è allenata bene, decisamente meglio della scorsa, complicatissima settimana. La partita contro Avellino non dovrebbe avere dunque lasciato scorie sulle gambe dei biancoblù. Con Stipcevic ancora fuori, i piccoli del Banco se la vedranno con tipetti come Forray, Gutierrez e Flaccadori. Contro il dinamismo dei vari Hogue, Shields e Gomes, i sassaresi dovranno cercare di controllare il ritmo e – come ha detto Pasquini – “evitare di finire nel loro territorio”. Fondamentale, dunque, gestire i minutaggi e sfruttare le doti di Pierre e Randolph come uomini di raccordo. Ma Trento non è solo mani addosso, grandi doti corsa e atletismo: i bianconeri possono contare anche sul giocatore più pericoloso della serie A dall’arco: Ojars Silins, vecchia conoscenza del pubblico sassarese per i tanti duelli con la maglia di Reggio Emilia, è infatti il miglior tiratore da 3 del campionato con il 49,2%. Dopo l’improponibile 18,4% (9/49) delle ultime due giornate, per la Dinamo è anche ora di lottare ad armi pari anche da oltre l’arco.

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