Ecco Pennington un “canguro” a Olbia: «Qui sto crescendo»
L’ italo-australiano soddisfatto dell’esperienza in Gallura: «Fortunato ad aver trovato un tecnico come Mereu»
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OLBIA.. Il futuro è qui. Nicholas Pennington, classe ’98, nato a Roma ma passaporto australiano per parte di padre, vissuto in Inghilterra ma madre italiana, centrocampista di proprietà del Cagliari ma colonna dell’Olbia in serie C. Inno al cosmopolitismo, ma soprattutto uno dei prospetti più interessanti della categoria. Per lui hanno speso parole importanti il presidente, Alessandro Marino e il mister, Bernardo Mereu. Una crescita continua e velocissima, che non era scontata. Pennington arrivava da una lunga e dolorosa squalifica rimediata da capitano della Primavera del Cagliari. Un secondo inizio seppur in un ragazzo non ancora ventenne, con una carriera calcistica che può essere lunga e luminosa. Il bilancio del 2017 ha il segno più grazie a una conclusione estremamente brillante. «È vero, un anno che ad aprile ha visto l’episodio della squalifica, poi il ritorno in campo con l’Olbia e molte partite da titolare in serie C – racconta Pennington -. Non potevo davvero sperare in qualcosa di più, a livello personale sono soddisfatto e posso solo auspicare che il 2018 sia come questo finale di 2017. La squalifica mi ha insegnato molto, ho sbagliato e ho vissuto momenti difficili. So che una cosa del genere non succederà più, potevo evitarlo, ma la mia carriera inizia adesso».
Una carriera che passa per Olbia, squadra nella quale è già diventato un punto di riferimento importante a livello tecnico e tattico. «Ero molto fiducioso sulla mia capacità di inserirmi in squadra, poi però sono stato aiutato dal fatto di aver giocato di più a causa di qualche infortunio nel reparto – sottolinea il centrocampista dal doppio passaporto italo-australiano -. Credo comunque di aver fatto i minuti che meritavo. Le ottime parole spese per me dal presidente e dal mister sono certamente uno stimolo a fare sempre meglio, ma anche una responsabilità nel sapere di dover mantenere le aspettative che la società nutre nei miei confronti. Ce la metterò tutta, so che solo con il lavoro potrò migliorare».
Mereu ha spiegato di recente che lo vede come centrocampista interno, capace di giocare sia a destra che a sinistra. «Confermo. Il mio ruolo è quello della mezz’ala, so attaccare e difendere. Ma soprattutto mi piace inserirmi per andare al tiro. L’anno scorso in Primavera ho fatto diversi ruoli, anche il terzino. Ma quello in cui sto giocando quest’anno è il mio ruolo ideale». Ora si tratta di fare gol. Pennington è un giocatore unico nella rosa dell’Olbia proprio per questa sua propensione a inserirsi e andare alla conclusione, manca però ancora la prima marcatura stagionale. «Ci sono andato vicino più volte, l’ultima proprio contro il Gavorrano quando ho colpito il palo – conferma l’ex Cagliari -. Forse non sono abbastanza cattivo sotto porta, ma il gol prima o poi arriverà. L’anno scorso in Primavera ne avevo fatti sette, spero di riuscire a dare il mio contributo per l’Olbia anche in fase realizzativa».
Poi c’è Bernardo Mereu, un allenatore che ha costruito una carriera sulla valorizzazione dei giovani. La miglior garanzia per la sua crescita. «Sono stato fortunato a incontrare il mister, un allenatore che fa giocare le sue squadre al calcio – spiega Pennington -. Mereu dà a tutti la possibilità di giocare, poi devi saperti meritare il posto. Per questo credo che per il mio futuro sia importante crescere ancora e vorrei fare un paio di anni a Olbia, fare bene qui mi aiuterebbe a crescere in una squadra perfetta per i giovani come me. Poi, certo, il mio sogno è quello di giocare in serie A con il Cagliari. Ma prima devo far bene con l’Olbia». Per arrivare un giorno a giocare in nazionale. «Il mio sogno è l’Italia, ma se arrivasse una chiamata dall’Australia…».
GIandomenico Mele
Una carriera che passa per Olbia, squadra nella quale è già diventato un punto di riferimento importante a livello tecnico e tattico. «Ero molto fiducioso sulla mia capacità di inserirmi in squadra, poi però sono stato aiutato dal fatto di aver giocato di più a causa di qualche infortunio nel reparto – sottolinea il centrocampista dal doppio passaporto italo-australiano -. Credo comunque di aver fatto i minuti che meritavo. Le ottime parole spese per me dal presidente e dal mister sono certamente uno stimolo a fare sempre meglio, ma anche una responsabilità nel sapere di dover mantenere le aspettative che la società nutre nei miei confronti. Ce la metterò tutta, so che solo con il lavoro potrò migliorare».
Mereu ha spiegato di recente che lo vede come centrocampista interno, capace di giocare sia a destra che a sinistra. «Confermo. Il mio ruolo è quello della mezz’ala, so attaccare e difendere. Ma soprattutto mi piace inserirmi per andare al tiro. L’anno scorso in Primavera ho fatto diversi ruoli, anche il terzino. Ma quello in cui sto giocando quest’anno è il mio ruolo ideale». Ora si tratta di fare gol. Pennington è un giocatore unico nella rosa dell’Olbia proprio per questa sua propensione a inserirsi e andare alla conclusione, manca però ancora la prima marcatura stagionale. «Ci sono andato vicino più volte, l’ultima proprio contro il Gavorrano quando ho colpito il palo – conferma l’ex Cagliari -. Forse non sono abbastanza cattivo sotto porta, ma il gol prima o poi arriverà. L’anno scorso in Primavera ne avevo fatti sette, spero di riuscire a dare il mio contributo per l’Olbia anche in fase realizzativa».
Poi c’è Bernardo Mereu, un allenatore che ha costruito una carriera sulla valorizzazione dei giovani. La miglior garanzia per la sua crescita. «Sono stato fortunato a incontrare il mister, un allenatore che fa giocare le sue squadre al calcio – spiega Pennington -. Mereu dà a tutti la possibilità di giocare, poi devi saperti meritare il posto. Per questo credo che per il mio futuro sia importante crescere ancora e vorrei fare un paio di anni a Olbia, fare bene qui mi aiuterebbe a crescere in una squadra perfetta per i giovani come me. Poi, certo, il mio sogno è quello di giocare in serie A con il Cagliari. Ma prima devo far bene con l’Olbia». Per arrivare un giorno a giocare in nazionale. «Il mio sogno è l’Italia, ma se arrivasse una chiamata dall’Australia…».
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