«Ci manda la Dinamo, vi stupiremo»
di Mauro Farris
Bilancio positivo per la Pasta Cellino Cagliari, costola della formazione biancoblù di serie A e rivelazione del campionato
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CAGLIARI. Sette in pagella ai ragazzi, otto al pubblico di Cagliari, per entrambi, ampi margini di crescita. E' il bilancio di Luca Rossini dopo un intero girone d'andata. Il team manager della Cagliari Dinamo Academy, autentico braccio operativo giunto in estate nel capoluogo isolano per regalare la sua esperienza decennale al progetto messo in piedi dal tandem Sardara-Zucca pare soddisfatto.
«Il progetto era interessante in estate - dice - una seconda squadra che dia possibilità a giovani, italiani e non, è il futuro della pallacanestro. Si è rivelato esattamente come me lo aspettavo, anche se i passi da compiere sono ancora tanti».
Trentacinque anni, natali a Lecco e una laurea in Scienze della comunicazione impreziosita da dieci anni a capo dell'ufficio stampa della Pallacanestro Cantù. Sono non a caso, gli anni d'oro canturini, con in bacheca due partecipazioni all'Eurolega, una finale scudetto, una Supercoppa e due finali di Coppa Italia.
«Ho iniziato come allenatore del settore giovanile di Cantù per quasi 10 anni - spiega Rossini, alla prima avventura lontano da casa - poi il passo alla gestione della comunicazione. Anni di grande formazione».
Il presente, oggi, è la Pasta Cellino.
«Il bilancio sportivo non può che essere positivo con un girone d'andata ben superiore alle attese».
Così come piace il quotidiano fuori dal campo.
«Sono tutte persone splendide che si stanno impegnando al massimo e che, come il sottoscritto, non contano le ore che passano dietro la scrivania».
Intanto, anche il pubblico, pare pian pianino scegliere il PalaPirastu.
«Un inizio in sordina era nelle valutazioni - dice - il fuoco c'è ma dopo tanti anni era sopito. Coi risultati e il lavoro presto faremo i numeri che meritiamo».
Il merito, intanto, secondo Rossini è tutto di un traghettatore d'eccezione.
«Paolini è una persona estremamente intelligente e razionale, capace di costruire un ottimo rapporto coi ragazzi».
La sorpresa?
«Deshawns Stephens, non credevo potesse trovare questa forma dopo aver saltato il precampionato per infortunio, poi Rullo, talento immenso che quest'anno ha pure trovato la continuità».
Tra le considerazioni rimane il rapporto con Sassari e il bilancio della squadra di Federico Pasquini.
«E' un contatto quotidiano, da loro c'è solo da imparare. La Dinamo è tra le prime in campionato, pratica una bella pallacanestro, si sta giocando un passaggio in coppa. Direi che il bilancio è positivo».
Dove può arrivare questa Academy? «Non posso dirlo perché Paolini mi sgriderebbe - la chiosa finale del tm - ma le due sconfitte con Napoli e Treviglio mi hanno fatto male». Debacle dimenticate. Cancellate da una super prestazione con Casale e da una "monstre", tre giorni fa, contro Trapani. «Possiamo vincere e perdere con chiunque. il bello di questa squadra è proprio questo».
«Il progetto era interessante in estate - dice - una seconda squadra che dia possibilità a giovani, italiani e non, è il futuro della pallacanestro. Si è rivelato esattamente come me lo aspettavo, anche se i passi da compiere sono ancora tanti».
Trentacinque anni, natali a Lecco e una laurea in Scienze della comunicazione impreziosita da dieci anni a capo dell'ufficio stampa della Pallacanestro Cantù. Sono non a caso, gli anni d'oro canturini, con in bacheca due partecipazioni all'Eurolega, una finale scudetto, una Supercoppa e due finali di Coppa Italia.
«Ho iniziato come allenatore del settore giovanile di Cantù per quasi 10 anni - spiega Rossini, alla prima avventura lontano da casa - poi il passo alla gestione della comunicazione. Anni di grande formazione».
Il presente, oggi, è la Pasta Cellino.
«Il bilancio sportivo non può che essere positivo con un girone d'andata ben superiore alle attese».
Così come piace il quotidiano fuori dal campo.
«Sono tutte persone splendide che si stanno impegnando al massimo e che, come il sottoscritto, non contano le ore che passano dietro la scrivania».
Intanto, anche il pubblico, pare pian pianino scegliere il PalaPirastu.
«Un inizio in sordina era nelle valutazioni - dice - il fuoco c'è ma dopo tanti anni era sopito. Coi risultati e il lavoro presto faremo i numeri che meritiamo».
Il merito, intanto, secondo Rossini è tutto di un traghettatore d'eccezione.
«Paolini è una persona estremamente intelligente e razionale, capace di costruire un ottimo rapporto coi ragazzi».
La sorpresa?
«Deshawns Stephens, non credevo potesse trovare questa forma dopo aver saltato il precampionato per infortunio, poi Rullo, talento immenso che quest'anno ha pure trovato la continuità».
Tra le considerazioni rimane il rapporto con Sassari e il bilancio della squadra di Federico Pasquini.
«E' un contatto quotidiano, da loro c'è solo da imparare. La Dinamo è tra le prime in campionato, pratica una bella pallacanestro, si sta giocando un passaggio in coppa. Direi che il bilancio è positivo».
Dove può arrivare questa Academy? «Non posso dirlo perché Paolini mi sgriderebbe - la chiosa finale del tm - ma le due sconfitte con Napoli e Treviglio mi hanno fatto male». Debacle dimenticate. Cancellate da una super prestazione con Casale e da una "monstre", tre giorni fa, contro Trapani. «Possiamo vincere e perdere con chiunque. il bello di questa squadra è proprio questo».
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