Piccoli Brembilla crescono
di Gian Mario Sias
Davide (14 anni da compiere) è nel quintetto del Memorial Ravaglia, festival giovanile del basket
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ALGHERO. «Il sogno di ogni ragazzo è di andare in Nba, ma è ancora troppo presto e allora mi basterebbe giocare in una buona società. Però prima di tutto devo pensare all’esame di terza media, in questo momento la scuola è la cosa più importante». Davide Brembilla compirà 14 anni il giorno di Pasqua, ma dall’alto dei suoi 196 centimetri di altezza e con una voce più bassa di almeno due toni rispetto ai suoi coetanei dispensa una saggezza e una maturità che fanno impressione. Qualche giorno fa è stato uno dei protagonisti assoluti del “Memorial Chicco Ravaglia”, la più importante manifestazione di basket under 14 che si disputa in Italia. Come già la scorsa estate, l’enfant prodige della pallacanestro algherese e sarda è stato precettato dalla Virtus Bologna, che gli ha puntato gli occhi addosso, come molte altre società sparse per l’Italia, a iniziare dalla Dinamo.
Ala, tecnica da “piccolo” e fisico da “cinque” (almeno per la sua categoria), Brembilla ha lasciato il segno, riempiendo d’orgoglio il padre, Alberto, il “Brembo”, una vita da professionista con le maglie di mezza Italia, tra le quali anche quella del Banco di Sardegna, prima di tornare a casa, ad Alghero, la città di sua moglie, Miriam Ricciotti, anche lei un passato da cestista.
Tra Brembilla e Ricciotti, in famiglia non mancano certo gli esempi per Davide. Dalla zia Francesca, la sorella di papà, anche lei ex giocatrice e anche lei ormai algherese, al nonno Giuseppe Ricciotti, che tra gli anni Settanta e Ottanta ha insegnato a nuotare a gran parte degli algheresi, passando per tutti gli altri parenti, il ragazzino non aveva che l’imbarazzo della scelta, ma senza alcuna pressione. «Non deve sentirsi obbligato e noi non lo costringiamo di certo, deve fare quel che si sente – dice Alberto Brembilla – d’altronde è un ragazzo intelligente e saprà fare le sue scelte». Per ora Davide, figlio unico, è la gioia dei genitori. «Ha mille passioni, a scuola è molto bravo, i professori sono contenti – prosegue “Brembo” – e ha tante altre passioni, al di là dei libri e del campo da basket». Solo per rimanere allo sport, Davide non disdegna il calcio con gli amici, il tennis e il nuoto. «Ha imparato dal nonno, sin da piccolissimo, e per alcune sue caratteristiche è stato fondamentale», rivela Alberto Brembilla. Se ne sono accorti anche a Imola, dove il 4, il 5 e il 6 gennaio ha giocato con le “V nere”.
«Ha avuto un’ottima continuità di rendimento nelle tre partite giocate e alla fine è stato inserito nel quintetto ideale della manifestazione», riferisce con la soddisfazione di padre, allenatore e tifoso. «È stato un bel torneo, molto agonistico, ringrazio la Virtus per l’opportunità, abbiamo perso in semifinale contro l’Armani Milano, ma è stata una bella partita, molto fisica, tirata, alla fine è stato un buon terzo posto», dice tutto d’un fiato il diretto interessato, con una serenità che quasi stona con la sua età. Non si esalta neanche davanti a quella designazione nel quintetto ideale, anche se ammette che «sì, è stato bello, anche perché tra quelli indicati ero l’unico in prestito».
Non solo madre, padre, nonni e zii: Davide Brembilla è anche l’orgoglio dei suoi amici e dei suoi compagni di scuola. «Sono i miei primi tifosi, quando sono tornato volevano sapere tutto, sono tutti con me, dal primo all’ultimo», conferma lui. «La società in cui gioco, la Pallacanestro Alghero, è una buona società non ho deciso cosa fare dopo, ma c’è tutto il tempo». Per ora c’è da preparare l’esame di terza media.
Ala, tecnica da “piccolo” e fisico da “cinque” (almeno per la sua categoria), Brembilla ha lasciato il segno, riempiendo d’orgoglio il padre, Alberto, il “Brembo”, una vita da professionista con le maglie di mezza Italia, tra le quali anche quella del Banco di Sardegna, prima di tornare a casa, ad Alghero, la città di sua moglie, Miriam Ricciotti, anche lei un passato da cestista.
Tra Brembilla e Ricciotti, in famiglia non mancano certo gli esempi per Davide. Dalla zia Francesca, la sorella di papà, anche lei ex giocatrice e anche lei ormai algherese, al nonno Giuseppe Ricciotti, che tra gli anni Settanta e Ottanta ha insegnato a nuotare a gran parte degli algheresi, passando per tutti gli altri parenti, il ragazzino non aveva che l’imbarazzo della scelta, ma senza alcuna pressione. «Non deve sentirsi obbligato e noi non lo costringiamo di certo, deve fare quel che si sente – dice Alberto Brembilla – d’altronde è un ragazzo intelligente e saprà fare le sue scelte». Per ora Davide, figlio unico, è la gioia dei genitori. «Ha mille passioni, a scuola è molto bravo, i professori sono contenti – prosegue “Brembo” – e ha tante altre passioni, al di là dei libri e del campo da basket». Solo per rimanere allo sport, Davide non disdegna il calcio con gli amici, il tennis e il nuoto. «Ha imparato dal nonno, sin da piccolissimo, e per alcune sue caratteristiche è stato fondamentale», rivela Alberto Brembilla. Se ne sono accorti anche a Imola, dove il 4, il 5 e il 6 gennaio ha giocato con le “V nere”.
«Ha avuto un’ottima continuità di rendimento nelle tre partite giocate e alla fine è stato inserito nel quintetto ideale della manifestazione», riferisce con la soddisfazione di padre, allenatore e tifoso. «È stato un bel torneo, molto agonistico, ringrazio la Virtus per l’opportunità, abbiamo perso in semifinale contro l’Armani Milano, ma è stata una bella partita, molto fisica, tirata, alla fine è stato un buon terzo posto», dice tutto d’un fiato il diretto interessato, con una serenità che quasi stona con la sua età. Non si esalta neanche davanti a quella designazione nel quintetto ideale, anche se ammette che «sì, è stato bello, anche perché tra quelli indicati ero l’unico in prestito».
Non solo madre, padre, nonni e zii: Davide Brembilla è anche l’orgoglio dei suoi amici e dei suoi compagni di scuola. «Sono i miei primi tifosi, quando sono tornato volevano sapere tutto, sono tutti con me, dal primo all’ultimo», conferma lui. «La società in cui gioco, la Pallacanestro Alghero, è una buona società non ho deciso cosa fare dopo, ma c’è tutto il tempo». Per ora c’è da preparare l’esame di terza media.
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