l’ex biancoblù
Monaldi: «Sassari nel cuore ma oggi non possiamo sbagliare»
SASSARI. «Abbiamo fatto soffrire Avellino e Venezia, ma non possiamo permetterci di guardare in faccia nessuno, neppure i vecchi amici. Ci servono punti per metterci al sicuro». Diego Monaldi mette...
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SASSARI. «Abbiamo fatto soffrire Avellino e Venezia, ma non possiamo permetterci di guardare in faccia nessuno, neppure i vecchi amici. Ci servono punti per metterci al sicuro». Diego Monaldi mette per un attimo da parte i sentimentalismi e punta al sodo: il play di Aprilia, classe 1993, dopo una stagione alla Dinamo sta provando a spingere la Vuelle Pesaro verso la salvezza. «Di Sassari ho solo ricordi positivi – dice – per me è stato un anno importante sotto tutti i punti di vista. Ho avuto poco spazio? Certo, qualsiasi giocatore vorrebbe sempre più minuti di quanti ne abbia, ma per me la Dinamo è stata una tappa fondamentale per crescere a livello mentale, sono felice di avere accettato quella sfida. Credo di essere migliorato soprattutto nel riuscire a tenere sempre alta la concentrazione. Senza parlare dei rapporti umani: sarò felice di rivedere gli ex compagno, il coach, lo staff e il presidente».
A Pesaro Monaldi ha trovato una sua dimensione, fatta di regia, responsabilità e un buon minutaggio (circa 20’ a partita). «Devo migliorare in tante cose – dice il numero 32 della Vuelle, che in carriera ha indossato anche le maglie di Siena, Firenze, Chieti, Casale, Bari e Reggio Calabria –, ma dal punto di vista personale sono abbastanza contento. Con Dallas Moore ho trovato un certo equilibrio a livello tattico, insieme a lui mi trovo molto bene. Però ho il grande rammarico per le sconfitte che abbiamo ottenuto nei minuti finali di gioco. Avevamo giocato molto bene con Avellino e la partita ci è sfuggita di mano alla fine, e la scorsa settimana contro Venezia ci è successa la stessa cosa, e sono stato io a giocare male l’ultima palla. Forse abbiamo peccato un po’ di inesperienza, perché siamo una squadra molto giovane. Ma non possiamo cercare scuse, dobbiamo soltanto imparare e cercare di vincere più partite possibile. Pesaro è una piazza straordinaria, non possiamo deludere i nostri tifosi».
Che Dinamo si aspetta? «Li ho visti giocare diverse volte in coppa, anche l’altro giorno con Murcia. Sono un’ottima squadra, questo è scontato, lunga, completa e con tanti giocatori di talento. Loro vorranno chiudere la questione final Eight con una vittoria, ma noi dobbiamo solo pensare a fare la nostra partita e a vincere, senza pensare a chi ci troviamo davanti. Ce la metteremo tutta – promette Monaldi – questi punti ci servono come il pane». (a.si.)
A Pesaro Monaldi ha trovato una sua dimensione, fatta di regia, responsabilità e un buon minutaggio (circa 20’ a partita). «Devo migliorare in tante cose – dice il numero 32 della Vuelle, che in carriera ha indossato anche le maglie di Siena, Firenze, Chieti, Casale, Bari e Reggio Calabria –, ma dal punto di vista personale sono abbastanza contento. Con Dallas Moore ho trovato un certo equilibrio a livello tattico, insieme a lui mi trovo molto bene. Però ho il grande rammarico per le sconfitte che abbiamo ottenuto nei minuti finali di gioco. Avevamo giocato molto bene con Avellino e la partita ci è sfuggita di mano alla fine, e la scorsa settimana contro Venezia ci è successa la stessa cosa, e sono stato io a giocare male l’ultima palla. Forse abbiamo peccato un po’ di inesperienza, perché siamo una squadra molto giovane. Ma non possiamo cercare scuse, dobbiamo soltanto imparare e cercare di vincere più partite possibile. Pesaro è una piazza straordinaria, non possiamo deludere i nostri tifosi».
Che Dinamo si aspetta? «Li ho visti giocare diverse volte in coppa, anche l’altro giorno con Murcia. Sono un’ottima squadra, questo è scontato, lunga, completa e con tanti giocatori di talento. Loro vorranno chiudere la questione final Eight con una vittoria, ma noi dobbiamo solo pensare a fare la nostra partita e a vincere, senza pensare a chi ci troviamo davanti. Ce la metteremo tutta – promette Monaldi – questi punti ci servono come il pane». (a.si.)
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