Il sogno ovale di Alghero è il ritorno in A
Rugby. L’Amatori è in testa alla serie B, domani un match decisivo a Biella. Il vicepresidente Pesapane: «Noi ci crediamo»
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ALGHERO. Quando si assapora una volta, il gusto della Serie A non si scorda facilmente. E’ così è stato anche per l’Amatori Rugby Alghero che dopo la dolorosa retrocessione in B (stagione 2013/2014) ha pian piano ricostruito dalle ceneri la sua identità. L’Alghero è al comando del girone 1 della serie B dopo aver battuto, nello scontro diretto di domenica a Maria Pia, il Monferrato che ora la segue a -1. 43 punti Alghero, 42 Monferrato, seguono a quota 37 Cus Milano e Biella, che domani alle 12.30 ospita i giallorossi in uno scontro d’altissima classifica.
Un primato temporaneo, è vero, ma che dà l’idea di ciò che società, squadra e tifosi algheresi stanno inseguendo e sperando per questa stagione, ovvero il ritorno su un palcoscenico di prestigio che Alghero ha già conosciuto e grazie al quale, a sua volta, ha fatto conoscere la città in tutta penisola e non solo. Negli anni sono stati disputati e vinti anche alcuni tornei internazionali, come il “Quatre Barres”.
La società con componenti “vecchi” e nuovi ingressi all’interno della dirigenza ha attuato già da inizio stagione un gran lavoro, andando ad intervenire su vari settori e fronti. Intanto la rosa della serie B con arrivi di peso che Anversa sta utilizzando in stagione, Steve Bortolussi e Sebastian Francesio solo per citarne due. Ma anche la collaborazione con Ramiro Cassina, uomo di peso con un ruolo importante all’interno di questo progetto passando per la grande attenzione per il settore giovanile e per tutte le formazioni under, con giocatori dai 6 ai 18 anni che rappresentano la società nei vari concentramenti e campionati.
La riconquista della serie A sarebbe una vittoria su tutti questi fronti e restituirebbe anni e anni di lavoro con il giusto riconoscimento non solo a uomini e atleti ma anche allo stesso sport del rugby che nella nostra città, come già sottolineato, vanta una tradizione di oltre 40 anni.
A riassumere quello che ci si attende da quest’annata è Alessandro Pesapane, uno dei due vice presidenti, che nel ritorno in A ci crede fortemente.
«Sono stato giocatore. Il rugby è il mio sport. So cosa si prova a inseguire un traguardo e anche la gioia dopo averlo raggiunto. L’ho fatto da atleta, ora lo vorrei fare da dirigente. Credo in quello che la nostra società sta facendo. Penso che i sacrifici che si stanno mettendo in campo, così come tutte le forze, quelle dei genitori compresi, debbano essere ripagati con risultati tangibili. Spero che la stagione ci sorrida e nel mentre continuiamo a lavorare a testa bassa per continuare a far crescere l’intero movimento. Io ci credo e tutta la dirigenza ci crede. Il primo posto della squadra maggiore, anche se provvisorio, è la prova che siamo nella direzione giusta. Domenica andiamo a Biella e anche li dovremo dimostrare che sappiamo essere da primato».
Un primato temporaneo, è vero, ma che dà l’idea di ciò che società, squadra e tifosi algheresi stanno inseguendo e sperando per questa stagione, ovvero il ritorno su un palcoscenico di prestigio che Alghero ha già conosciuto e grazie al quale, a sua volta, ha fatto conoscere la città in tutta penisola e non solo. Negli anni sono stati disputati e vinti anche alcuni tornei internazionali, come il “Quatre Barres”.
La società con componenti “vecchi” e nuovi ingressi all’interno della dirigenza ha attuato già da inizio stagione un gran lavoro, andando ad intervenire su vari settori e fronti. Intanto la rosa della serie B con arrivi di peso che Anversa sta utilizzando in stagione, Steve Bortolussi e Sebastian Francesio solo per citarne due. Ma anche la collaborazione con Ramiro Cassina, uomo di peso con un ruolo importante all’interno di questo progetto passando per la grande attenzione per il settore giovanile e per tutte le formazioni under, con giocatori dai 6 ai 18 anni che rappresentano la società nei vari concentramenti e campionati.
La riconquista della serie A sarebbe una vittoria su tutti questi fronti e restituirebbe anni e anni di lavoro con il giusto riconoscimento non solo a uomini e atleti ma anche allo stesso sport del rugby che nella nostra città, come già sottolineato, vanta una tradizione di oltre 40 anni.
A riassumere quello che ci si attende da quest’annata è Alessandro Pesapane, uno dei due vice presidenti, che nel ritorno in A ci crede fortemente.
«Sono stato giocatore. Il rugby è il mio sport. So cosa si prova a inseguire un traguardo e anche la gioia dopo averlo raggiunto. L’ho fatto da atleta, ora lo vorrei fare da dirigente. Credo in quello che la nostra società sta facendo. Penso che i sacrifici che si stanno mettendo in campo, così come tutte le forze, quelle dei genitori compresi, debbano essere ripagati con risultati tangibili. Spero che la stagione ci sorrida e nel mentre continuiamo a lavorare a testa bassa per continuare a far crescere l’intero movimento. Io ci credo e tutta la dirigenza ci crede. Il primo posto della squadra maggiore, anche se provvisorio, è la prova che siamo nella direzione giusta. Domenica andiamo a Biella e anche li dovremo dimostrare che sappiamo essere da primato».
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