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Il Cagliari affondato dal Milan

di Roberto Muretto
Il Cagliari affondato dal Milan

Barella (poi espulso) porta avanti i rossoblù, la doppietta di Kessie ribalta la partita

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INVIATO A CAGLIARI. Hai, hai Cagliari. La settima sconfitta in casa fa suonare fortissimo il campanello d'allarme. Questa volta a violare la “Sardegna Arena” è stato il Milan che ha ottenuto il massimo col minimo sforzo. Due gol di Kessie (uno su rigore, il secondo viziato da una millimetrica posizione di fuorigioco di Kalinic in partenza) la risposta alla rete in apertura di Barella che ha illuso i rossoblù. Per mezz'ora la squadra di Lopez è stata bene in partita ma una volta subito il pareggio si è spenta la luce. I rossoneri ne hanno approfittato e in una manciata di minuti capovolto il risultato, poi gestito senza affanno sino alla fine. Non si è visto nemmeno il lontano parente del Cagliari che ha messo alle corde la Juventus. La squadra ha faticato nella costruzione ma soprattutto sono emerse lacune che ormai sono croniche e vanno colmate. Serviva più aggressività, più velocità nelle ripartenze, meno fronzoli insomma. Adesso bisogna ripartire, la salvezza è tutta da conquistare.

Doppia novità. Lopez cambia due giocatori rispetto alla gara con la Juventus. Cragno recupera dall'infortunio e si riprende il posto da titolare tra i pali. A fare coppia con Pavoletti in attacco c'è Marco Sau che non era tra i primi undici dal 5 novembre scorso, vittoria in casa 2-1 con l'Hellas Verona. Farias parte dalla panchina ma il tecnico chiarisce che la sua è una scelta tecnica, non condizionata dalle voci di mercato. Ancora una volta Pisacane vince il ballottaggio con Andreolli. Il Milan risponde col 4-3-3. Gattuso preferisce Calabria ed Abate, Kalinic è la punta centrale con Suso e Calhanoglu sugli esterni. In tribuna l'ospite d'onore è Pietro Paolo Virdis, doppio ex, che prima della gara visita il museo rossoblù nella "pancia" dello stadio.

Paperopoli. Donnarumma dopo una manciata di minuti la combina proprio grossa. Barella lo beffa con un tiro a girare sul quale il portiere si tuffa in modo goffo e non arriva sulla palla. La partita si mette nel modo migliore per i rossoblù che possono agire di rimessa. Sau si fa male, dentro Farias. Il Milan ha il comando del gioco ma trova sulla sua strada un super Cragno che ferma due volte Kalinic in uscita, dopo vola per deviare un tiro diretto al sette di Kessie. Il Cagliari gioca alto, pressa e sfiora il raddoppio con Farias.

Frittata. Fino a quel momento la partita di Ceppitelli era stata impeccabile. Il difensore commette un inutile fallo da dietro con Kalinic spalle alla porta. Il rigore è ineccepibile, Kessie lo trasforma con freddezza. Il Cagliari va in confusione e subisce il sorpasso qualche minuto dopo. E' ancora Kessie a fare secco Cragno. Ma l'azione è viziata da un fuorigioco in partenza di Kalinic.

Reazione. Il Cagliari non è lucido, la manovra si sviluppa in modo un po' confuso. Farias solita croce e delizia quando si divora un gol a porta vuota su un'uscita difettosa di Donnarumma. Il Milan è sornione, cerca di addormentare la gara e va a folate. Lopez toglie uno spento Ionita e manda in campo Deiola che occupa la stessa posizione del moldavo. I rossoblù faticano a costruire il gioco perchè Cigarini non è in giornata e in panchina non c'è un'alternativa. La difesa dei rossoneri non sembra impenetrabile, servirebbe un guizzo, che non arriva. Lopez si gioca la carta Cossu per Padoin.

Milan e Cagliari in dieci. Rodriguez ferma con le cattive Faragò, rimedia il secondo giallo e raggiunge in anticipo gli spogliatoi. Gattuso toglie Suso e inserisce Abate. Il Cagliari va all'assalto di un avversario che si difende con la grinta che il suo allenatore gli trasmette dalla panchina. Il secondo giallo a Barella riporta la parità numerica. L'urlo dei tifosi rossoblù si strozza in gola quando il pallone colpito di testa da Faragò passa a pochi centimetri dal palo. Arriva un'altra sconfitta alla Sardegna Arena figlia di una prestazione sotto tono. Se non gira Cigarini la squadra soffre e ieri si è visto per l'ennesima volta. La distanza dal terz'ultimo posto è di quattro punti ma domenica a Crotone gli assenti saranno tanti. Troppi.

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