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Il Latte Dolce vuole uscire dal limbo

Morale alto fra i sassaresi dopo il meritato pareggio con la capolista Rieti

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SASSARI. L'umiltà del Latte Dolce contro la presunzione della capolista si è tradotta in uno 0-0 dal grande significato per la squadra sassarese, impelagata in problemi di salvezza ma risoluta a farsi strada in questo campionato prodigo di insidie e difficoltà.

Il Rieti si è presentato al "Sanna" con la baldanza del suo primato e un biglietto da visita reso ancora più temibile dai 50 gol realizzati dal suo attacco, mai rimasto a secco prima di sabato. Non era al meglio delle sue possibilità la squadra di Paba, lontana dal miglior assetto per assenze di rilievo che hanno reso la formazione più coperta e avara di puntate offensive.

Ma i guai a volte fortificano e nei ragazzi biancocelesti la consapevolezza di dover moltiplicare per mille energie e concentrazione si è tramutata in una grande prova di contenimento nel primo tempo, quando il Rieti le ha provate tutte per passare, stazionando stabilmente nella metà campo sassarese.

Nella ripresa c'è stato un maggiore equilibrio, non più solo i laziali a fare gioco ma si è visto anche un coraggioso avanzare della squadra di casa, che però oltre allo squalificato Usai ha dovuto fare a meno anche dell'unica punta Palmas, rimasto negli spogliatoi nella ripresa per infortunio.

«Questo tipo di partite - ha commentato il veterano Marco Cabeccia, faro della retroguardia - sono sempre occasioni crescita per tutti, non solo per i più giovani. Fa sempre piacere affrontare le prime della classe, a livello mentale e sul piano della determinazione si da' sempre di più e questa gara l'abbiamo preparata tatticamente molto bene, con la dovuta attenzione e una grande applicazione sul campo. Siamo contenti - ha continuato il difensore - perché la prova è stata positiva ed è arrivato un buon risultato, che deve spronarci per la prossima gara, altrettanto difficile, a Budoni».

Quindi un accenno alla situazione di classifica dopo la terza di ritorno: «Siamo sempre in una sorta di limbo, dobbiamo tirarcene fuori ma non sarà un cammino semplice, avendo quasi tutti gli scontri diretti fuori casa. L'obiettivo è uno solo: fare punti, a prescindere da chi si affronta».

Sulla partita di sabato torna anche il giovane Giuseppe Daga, che ha dovuto vedersela con un marpione d'attacco come Gigi Scotto. «Ci voleva una gran prova, non solo fisica ma soprattutto di testa. In particolare per noi difensori, che avevamo il compito più arduo: fermare l'attacco più prolifico del campionato. Ce l'abbiamo fatta, troppo dura era stata la batosta dell'andata per farci sorprendere ancora. Quel brutto ricordo - chiude Daga - è stato per tutti uno stimolo in più per far bene». Il pareggio a reti bianche ottenuto contro la capolista allunga la striscia positiva casalinga, con un'imbattibilità lunga otto partite: 5 vittorie e tre pareggi. Adesso però bisogna invertire la tendenza in trasferta, dove si perde con preoccupante regolarità. Il cambio di passo è necessario e il Latte Dolce guarda con fiducia al prossimo derby col Budoni, rasserenato e rassicurato dallo stop imposto alla regina del torneo.

Sandra Usai



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