«Mi manda Perez e sono qui per imparare»
Il colombiano Ceter si presenta: «Mister Gregorio mi ha incoraggiato, sono felice della scelta fatta»
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CAGLIARI. Ha per idolo Falcao ma l'assist decisivo per firmare col Cagliari glielo ha dato una vecchia conoscenza dei tifosi rossoblù: Gregorio Perez. Il tecnico allena i rossoblù nel 1996. Cellino lo silura dopo 6 giornate, terzultimo con 4 punti. Damir Valencia Ceter taglia corto: «Il mister mi ha incoraggiato, dicendomi che qui avrei trovato un ambiente e una società vogliosa di fare bene, ottime persone, gente amabile e corretta come in tutta la Sardegna».
Da Armenia, capitale del dipartimento di Quindiò, l'acquisto del Cagliari approda per circa tre milioni di euro a titolo definitivo e con un contratto fino al 2022. «Sono qui per imparare e crescere. Ho colto il sogno dei bambini sudamericani che giocano a calcio: arrivare in un campionato europeo. Le mie caratteristiche? Sono un attaccante di manovra, mi piace svariare e me la cavo anche nell'uno contro uno». Ceter, come precisa a più riprese la società, è un "acquisto in prospettiva. È giovane, non va caricato di troppe aspettative", spiega il segretario generale, Matteo Stagno.
Per l'attaccante - classe '97, nato a Buenaventura, dipartimento di Valle del Cauca, in Colombia - inizia venerdì con il rientro in patria l'iter per avere il visto lavorativo dall'ambasciata italiana a Bogotà, il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro col Cagliari. «Noi e il Quindìo abbiamo depositato il contratto, il tesseramento dovrebbe risolversi in una decina di giorni». Insomma, Ceter non sarà a disposizione di Lopez a stretto giro.
Cresciuto nelle giovanili dell'Universitario Popayàn, debutto in prima squadra nel 2014/15, 24 gare e 7 gol, nel 2016 passa al Quindio: 25 partite e 14 reti. A seguire, dove incontra Perez, l'Independiente di Santa Fè: 12 match e 2 reti. Con l'Under 20 segna due gol in due gare ai campionati sudamericani in Ecuador. Insomma, numeri positivi.
«Più Falcao o Muriel? Somiglio più a Muriel. Ma Falcao, idolo nazionale nel mio paese, è per me un esempio anche come persona». Secondo colombiano del Cagliari dopo Ibarbo («L'ho seguito in nazionale, so che qui ha fatto grandi cose»), ultimo match nel luglio scorso, reduce da un operazione di menisco, vola basso. «Fisicamente sono ok, ma devo seguire le indicazioni del mister, integrarmi e capire come gioca la squadra. Sì, ho visto la partita contro il Milan, la serie A è molto difficile. Pavoletti? Forte e potente nel proteggere la palla e far salire la squadra». Considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio colombiano, Ceter abbraccia il Cagliari. Il club affida al gigante (189 cm per 81 kg) la maglia 24, lasciata libera da Capuano.
Mario Frongia
Da Armenia, capitale del dipartimento di Quindiò, l'acquisto del Cagliari approda per circa tre milioni di euro a titolo definitivo e con un contratto fino al 2022. «Sono qui per imparare e crescere. Ho colto il sogno dei bambini sudamericani che giocano a calcio: arrivare in un campionato europeo. Le mie caratteristiche? Sono un attaccante di manovra, mi piace svariare e me la cavo anche nell'uno contro uno». Ceter, come precisa a più riprese la società, è un "acquisto in prospettiva. È giovane, non va caricato di troppe aspettative", spiega il segretario generale, Matteo Stagno.
Per l'attaccante - classe '97, nato a Buenaventura, dipartimento di Valle del Cauca, in Colombia - inizia venerdì con il rientro in patria l'iter per avere il visto lavorativo dall'ambasciata italiana a Bogotà, il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro col Cagliari. «Noi e il Quindìo abbiamo depositato il contratto, il tesseramento dovrebbe risolversi in una decina di giorni». Insomma, Ceter non sarà a disposizione di Lopez a stretto giro.
Cresciuto nelle giovanili dell'Universitario Popayàn, debutto in prima squadra nel 2014/15, 24 gare e 7 gol, nel 2016 passa al Quindio: 25 partite e 14 reti. A seguire, dove incontra Perez, l'Independiente di Santa Fè: 12 match e 2 reti. Con l'Under 20 segna due gol in due gare ai campionati sudamericani in Ecuador. Insomma, numeri positivi.
«Più Falcao o Muriel? Somiglio più a Muriel. Ma Falcao, idolo nazionale nel mio paese, è per me un esempio anche come persona». Secondo colombiano del Cagliari dopo Ibarbo («L'ho seguito in nazionale, so che qui ha fatto grandi cose»), ultimo match nel luglio scorso, reduce da un operazione di menisco, vola basso. «Fisicamente sono ok, ma devo seguire le indicazioni del mister, integrarmi e capire come gioca la squadra. Sì, ho visto la partita contro il Milan, la serie A è molto difficile. Pavoletti? Forte e potente nel proteggere la palla e far salire la squadra». Considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio colombiano, Ceter abbraccia il Cagliari. Il club affida al gigante (189 cm per 81 kg) la maglia 24, lasciata libera da Capuano.
Mario Frongia
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