«Eccolo, il mezzo passo in avanti»
di Mario Carta
Coach Pasquini elogia i suoi per la ritrovata grinta difensiva e annuncia: Stipcevic sta per rientrare
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La vittoria è stata ritrovata, per quanto riguarda il sorriso ieri sera in sala stampa si è intravisto mentre per la fiducia serve ancora tempo ma la strada è quella giusta, anche perché senza essere sollecitato coach Federico Pasquini una notizia positiva l’ha data: Rok Stipcevic è sulla via del rientro.
Quella delle rotazioni limitate è stata insieme la croce e la delizia della vittoria della Dinamo sulla Juventus Utena. «Una partita che abbiamo approcciato male, per colpa delle tossine che ci trascinavamo, tossine svanite con due contropiedi e con l’energia della difesa. Ho fatto partire Bamforth dalla panchina per risparmiargli minuti – ha detto il tecnico della Dinamo –, per noi è troppo importante e non posso permettermi di non averlo lucido nel finale».
Un discorso che non vale per Pierre, anche ieri in campo a oltranza: 36’. «Con lui ho parlato chiaro – spiega Pasquini –. Mi ha detto che è giovane e che non gli pesa. Ha detto che se la sente e io gli detto di non esitare a chiedermi il cambio se sente di dover rifiatare. Ma con due rotazioni in meno mi sento di fare così, non in eterno ma ci siamo quasi, Rok è quasi pronto e presto avremo qualcun altro», ha detto riferendosi all’atteso sostituto di Levi Randolhp.
Della partita, Pasquini prende un aspetto positivo su tutti: «Mi interessava che fossimo bravi a fare bene le cose che facciamo bene, per trovare fiducia. Il mezzo passo in avanti che chiedevo lo abbiamo fatto, adesso da qui alla sosta dovremo tirarci un po’ il collo, sempre per le due rotazioni in meno, e dovremo essere bravi a recuperare in fretta perché sabato arriva Torino, ma non giochiamo sol o contro Torino».
Il Pinar ha vinto, la Dinamo “retrocede” nella Fiba Cup: «Dobbiamo continuare a giocare senza guardare la classifica. In altri gironi ci sono squadre ancora in lizza per il passaggio del turno con cinque vittorie, le stesse che abbiamo noi. E poi, la Fiba Cup non sottovalutatela, è una coppa interessante».
Quella delle rotazioni limitate è stata insieme la croce e la delizia della vittoria della Dinamo sulla Juventus Utena. «Una partita che abbiamo approcciato male, per colpa delle tossine che ci trascinavamo, tossine svanite con due contropiedi e con l’energia della difesa. Ho fatto partire Bamforth dalla panchina per risparmiargli minuti – ha detto il tecnico della Dinamo –, per noi è troppo importante e non posso permettermi di non averlo lucido nel finale».
Un discorso che non vale per Pierre, anche ieri in campo a oltranza: 36’. «Con lui ho parlato chiaro – spiega Pasquini –. Mi ha detto che è giovane e che non gli pesa. Ha detto che se la sente e io gli detto di non esitare a chiedermi il cambio se sente di dover rifiatare. Ma con due rotazioni in meno mi sento di fare così, non in eterno ma ci siamo quasi, Rok è quasi pronto e presto avremo qualcun altro», ha detto riferendosi all’atteso sostituto di Levi Randolhp.
Della partita, Pasquini prende un aspetto positivo su tutti: «Mi interessava che fossimo bravi a fare bene le cose che facciamo bene, per trovare fiducia. Il mezzo passo in avanti che chiedevo lo abbiamo fatto, adesso da qui alla sosta dovremo tirarci un po’ il collo, sempre per le due rotazioni in meno, e dovremo essere bravi a recuperare in fretta perché sabato arriva Torino, ma non giochiamo sol o contro Torino».
Il Pinar ha vinto, la Dinamo “retrocede” nella Fiba Cup: «Dobbiamo continuare a giocare senza guardare la classifica. In altri gironi ci sono squadre ancora in lizza per il passaggio del turno con cinque vittorie, le stesse che abbiamo noi. E poi, la Fiba Cup non sottovalutatela, è una coppa interessante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google