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La Dinamo si riaccende e mette sotto la Juventus

di Andrea Sini
La Dinamo si riaccende e mette sotto la Juventus

Prova di carattere dei sassaresi, che però devono salutare la competizione

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SASSARI. Non per la qualificazione, né per la gloria, ma per dare serenità al presente e al futuro. Il cuore della Dinamo batte ancora e arriva a 98 battiti nella serata che potrebbe in qualche modo rappresentare un punto di svolta della stagione. I sassaresi battono la Juventus Utena per 98-73 nella terz’ultima gara di Champions League e danno un segnale di vitalità che, almeno nell’atteggiamento, segue la scia di quanto visto a Desio contro Cantù.

Il motore riparte. I sassaresi di Federico Pasquini, reduci da 7 sconfitte nelle ultime 8 gare, sono scesi in campo sapendo già di essere eliminati, vista la vittoria del Pinar Karsiyaka sull’Ucam Murcia. Con due partite ancora da giocare, la Dinamo saluta dunque la Champions League ma con questa vittoria centra la qualificazione matematica alla Fiba Europe Cup, riservata alla quinta e sesta classificata di ciascun girone. Un successo netto, non certo esaltante ma sicuramente nitido, considerando anche le scorie mentali negative legate agli ultimi rovesci, figlio di una serie di fiammate, di una grande presenza a rimbalzo offensivo e della grande prova di Bamforth, Planinic e Pierre.

Un avvio difficile. Pasquini fa partire Devecchi in quintetto al posto di Bamforth, ma a sorpresa la difesa della Dinamo non se ne giova, anzi: Utena piazza un break di 11-0, con Polonara e compagni che sparacchiano malamente (6 triple di fila sul ferro). Dopo 7’ la Dinamo ha già incassato 21 punti (Siksinius 9 con 3 triple) segnandone soltanto 8. Pasquini rivoluziona il quintetto, inserendo anche Tavernari e finalmente arriva la tripla che riaccende il motore, con Pierre, e che apre un break di 8-0.

Coraggio ed energia. Alla prima sirena il divario è più accettabile (19-23), Gaines colpisce subito da lontanissimo ma i sassaresi si scuotono e decollano: la difesa aumenta l’intensità, Bamforth spinge forte la palla in transizione per due volte e va a infilare l’arcobaleno del 28-26. È ancora lui, insieme a Planinic, a suonare la carica, con il break che si allunga sino al 14-0 (33-26). I lituani si riorganizzano e la loro risposta è un 9-0 e il nuovo sorpasso, con un bel movimento in post basso di Kornienko (35-37) a 3’30” dal riposo. Per qualche minuto la difesa sassarese riprende a fare acqua ma se non altro in attacco si sveglia Jones, che con 7 punti, intervallati dalla terza tripla di Bamforth, permette al Banco di arrivare al riposo sul +3, 47-44. Nel terzo quarto si vede il miglior Banco: Bamforth suona la carica con 8 punti di fila (55-48), Planinic fa gioca sul velluto e allungare il nuovo break sino al 12-0 (59-48). La Dinamo vola a +15 (68-53) a 57” dalla terza sirena ancora con il centro croato. Nell’ultimo periodo Utena prova ad alzare il ritmo e prova in tutti i modi a rientrare in partita, ma la Dinamo stavolta non fa sconti: Spissu sigla subito il +17 (72-55), Bamforth sfiora il trentello, Planinic dà spettacolo in area e la difesa regge. I sassaresi riescono a mantenere la doppia cifra di vantaggio sino alla fine (93-78), senza rischiare nulla. Non è una vittoria per la quale fare fuochi d’artificio, ma per ripartire serviva proprio una serata come questa.

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