La Dinamo respira e guarda il mercato
di Andrea Sini
La vittoria sulla Juventus Utena ha rasserenato gli animi: sabato arriva Torino, ma si cerca ancora il sostituto di Randolph
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SASSARI. Caccia alle iniziali, caccia soprattutto al pezzo da novanta che ti faccia svoltare la stagione. La vittoria di martedì sera in Champions League, inutile ai fini della classifica ma fondamentale per spazzare via un po’ di negatività, mette la Dinamo sui binari che portano alla sfida – questa sì, delicatissima –, in programma sabato. Al palazzetto arriva la Fiat Torino, a sua volta alle prese con problemi interni di vario tipo, per quello che è di fatto uno scontro diretto in chiave playoff.
Roster corto. La decisione di tagliare Levi Randolph, arrivata al termine della partita di Pesaro, risale ormai a 12 giorni fa. Da quel momento in poi la Dinamo ha giocato tre partite con un americano in meno, con l’aggiunta della contemporanea assenza di Rok Stipcevic. In assenza di annunci ufficiali, è scontato che i sassaresi si troveranno nelle stesse condizioni anche sabato al cospetto della Fiat, che dopo il divorzio da coach Luca Banchi è ora guidata da Carlo Recalcati. Un problema da risolvere al più presto, per evitare di lasciare per strada altri punti importanti. Contro Utena, Pasquini ha provato a tagliuzzare i minutaggi di alcuni dei giocatori chiave (a parte “duracell” Pierre), ma la sostanza è che in questo momento, con le due assenze di cui sopra, Jones lontano dalla forma migliore, Polonara che va a corrente alternata e Devecchi che non riesce a incidere in attacco, alla fine gran parte del peso del lavoro offensivo resta sulle spalle dei soliti. Un grosso rischio, anche perché nelle gare in cui tiratori come Bamforth o Hatcher (come con Cantù), hanno una serata storta, le cose si complicano.
Mercato in empasse. Le indiscrezioni di mercato danno la società guidata da Stefano Sardara sulle tracce di Josh Bostic, espertissima guardia-ala americana di 1,96 per 102 kg, già vista in Italia con la maglia della JuveCaserta. Non si tratta di un grande realizzatore, né di uno specialista, ma di un elemento abbastanza solido in grado semmai di portare benefici in un contesto di squadra: in definitiva, non sembra essere il tipo di giocatore di cui il Banco ha bisogno. Resta in ogni caso l’idea espressa da Pasquini nei giorni scorsi di puntare più a un giocatore di caratteristiche simili a Randolph, piuttosto che un lungo (magari un “quattro”), in grado di fornire un’alternativa a Polonara e di “proteggere” le giocate di Pierre nello spot di ala piccola. Se ne saprà di più in questi giorni.
Segnali positivi. La Juventus Utena non sarà un top team, ma all’andata aveva battuto il Banco di Sardegna e stavolta i sassaresi si sono presentati a questo appuntamento in condizioni non certo ideali. L’avvio di gara, poi, ha fatto comparire nuovamente fantasmi già avvistati in passato dalle parti di piazzale Segni. Invece, dopo il primo break incassato, la Dinamo si è messa in moto, trovando sprazzi di buona difesa (soprattutto nella prima parte del secondo periodo e dopo metà gara). Sul fronte offensivo, invece, si è rivista una certa fluidità con l’aggiunta – a differenza della gara del PalaDesio – di percentuali al tiro decisamente più consistenti. Se Scott Bamforth non è certo una sorpresa e Dyshawn Pierre migliora a vista d’occhio, l’eccellente lavoro svolto da Darko Planinic ha dato alla squadra la famosa “doppia dimensione” sulla quale l’estate scorsa Pasquini, nelle vesti di general manager, ha scommesso con convinzione.
Roster corto. La decisione di tagliare Levi Randolph, arrivata al termine della partita di Pesaro, risale ormai a 12 giorni fa. Da quel momento in poi la Dinamo ha giocato tre partite con un americano in meno, con l’aggiunta della contemporanea assenza di Rok Stipcevic. In assenza di annunci ufficiali, è scontato che i sassaresi si troveranno nelle stesse condizioni anche sabato al cospetto della Fiat, che dopo il divorzio da coach Luca Banchi è ora guidata da Carlo Recalcati. Un problema da risolvere al più presto, per evitare di lasciare per strada altri punti importanti. Contro Utena, Pasquini ha provato a tagliuzzare i minutaggi di alcuni dei giocatori chiave (a parte “duracell” Pierre), ma la sostanza è che in questo momento, con le due assenze di cui sopra, Jones lontano dalla forma migliore, Polonara che va a corrente alternata e Devecchi che non riesce a incidere in attacco, alla fine gran parte del peso del lavoro offensivo resta sulle spalle dei soliti. Un grosso rischio, anche perché nelle gare in cui tiratori come Bamforth o Hatcher (come con Cantù), hanno una serata storta, le cose si complicano.
Mercato in empasse. Le indiscrezioni di mercato danno la società guidata da Stefano Sardara sulle tracce di Josh Bostic, espertissima guardia-ala americana di 1,96 per 102 kg, già vista in Italia con la maglia della JuveCaserta. Non si tratta di un grande realizzatore, né di uno specialista, ma di un elemento abbastanza solido in grado semmai di portare benefici in un contesto di squadra: in definitiva, non sembra essere il tipo di giocatore di cui il Banco ha bisogno. Resta in ogni caso l’idea espressa da Pasquini nei giorni scorsi di puntare più a un giocatore di caratteristiche simili a Randolph, piuttosto che un lungo (magari un “quattro”), in grado di fornire un’alternativa a Polonara e di “proteggere” le giocate di Pierre nello spot di ala piccola. Se ne saprà di più in questi giorni.
Segnali positivi. La Juventus Utena non sarà un top team, ma all’andata aveva battuto il Banco di Sardegna e stavolta i sassaresi si sono presentati a questo appuntamento in condizioni non certo ideali. L’avvio di gara, poi, ha fatto comparire nuovamente fantasmi già avvistati in passato dalle parti di piazzale Segni. Invece, dopo il primo break incassato, la Dinamo si è messa in moto, trovando sprazzi di buona difesa (soprattutto nella prima parte del secondo periodo e dopo metà gara). Sul fronte offensivo, invece, si è rivista una certa fluidità con l’aggiunta – a differenza della gara del PalaDesio – di percentuali al tiro decisamente più consistenti. Se Scott Bamforth non è certo una sorpresa e Dyshawn Pierre migliora a vista d’occhio, l’eccellente lavoro svolto da Darko Planinic ha dato alla squadra la famosa “doppia dimensione” sulla quale l’estate scorsa Pasquini, nelle vesti di general manager, ha scommesso con convinzione.
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