La nuova sfida di Zanda: dal deserto all’Alaska
di Mauro Farris
Dal 1° febbraio il cagliaritano specialista delle supermaratone tenta l’impresa: 483 km di fatica, il rischio è l’assideramento. «Voglio capire cos’è il vero freddo»
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CAGLIARI. Un brivido lungo otto giorni. Roberto Zanda è a un passo dall’impresa. Il "massiccione" cagliaritano, prossimo ai sessant'anni, sarà al via il 1° febbraio nella Yukon Artic Ultra 2018, corsa di 483 km in autosufficienza tra i ghiacci di Canada e Alaska. Nel Klondike, l’area dello Yukon delle pepite d'oro di Zio Paperone, il sardo proverà a scalare la propria autostima, prima ancora della classifica. Il nemico numero uno si chiama infatti "morte silente da assideramento", insidia subdola ben conosciuta da chi ha a che fare coi ghiacci e meno da chi, come il cagliaritano, viene da lunghe ed estenuanti imprese nel deserto.
«C’è chi mi ha consigliato di andare a fare solo il turista - ha scherzato ieri durante la sontuosa conferenza stampa di presentazione al Comando militare di Cagliari - non ho fatto grandi preparativi. Voglio semplicemente capire cosa è il freddo». Meno 50 gradi sarà la condizione standard degli otto giorni sulla neve. Zanda porterà con sè il meglio dell'attrezzatura tecnica e della tecnologia alimentare, con aminoacidi di ultima generazione e scarpe in materiale speciale.
«Da mesi mi alleno a Cagliari trascinando un copertone e per diverso tempo sono stato al chiuso di una cella frigorifera - ha spiegato l'ex paracadutista isolano - non ho paura. Anzi, quella che ho, la uso per vivere con prudenza i momenti di pericolo». Oltre al freddo - quella da assideramento è una morte che non ti avvisa perchè produce sonnolenza - ci saranno lupi, orsi e alci. Inoltre avrò appena 4 ore di sonno al giorno». In tutta la sua avventura Zanda sarà seguito da un team di operatori video. Dai contenuti potrebbe venir fuori un documentario, già in lizza per un premio. «A dispetto dell'età Roberto Zanda ha risorse fisiche eccellenti, è un diversamente giovane - ha detto Giorgio Sorrentino, direttore generale della Asl di Cagliari, che ha seguito la preparazione del maratoneta - in queste imprese, però, il 50% del successo risiede nell'aspetto mentale. Zanda ha da insegnare a tutti noi».
Curiosità: uno degli aspetti tecnici cui il cagliaritano dovrà prestare maggiore attenzione è l'evitare di correre, per ridurre la sudorazione interna e il congelamento. Per questo ogni capo dovrà essere costantemente asciugato a fine giornata. Gran parte della corsa si svilupperà, inoltre, al buio e con la sola compagnia di una torcia elettrica sul capo. Al via in Canada 22 eroi e un altro italiano, il forestale Stefano Ferronato. Il 70% ogni anno si ritira. Magra consolazione per l'uomo del caldo. Che questa volta ha deciso di sfidare un nemico mai conosciuto prima: il freddo, quello vero.
«C’è chi mi ha consigliato di andare a fare solo il turista - ha scherzato ieri durante la sontuosa conferenza stampa di presentazione al Comando militare di Cagliari - non ho fatto grandi preparativi. Voglio semplicemente capire cosa è il freddo». Meno 50 gradi sarà la condizione standard degli otto giorni sulla neve. Zanda porterà con sè il meglio dell'attrezzatura tecnica e della tecnologia alimentare, con aminoacidi di ultima generazione e scarpe in materiale speciale.
«Da mesi mi alleno a Cagliari trascinando un copertone e per diverso tempo sono stato al chiuso di una cella frigorifera - ha spiegato l'ex paracadutista isolano - non ho paura. Anzi, quella che ho, la uso per vivere con prudenza i momenti di pericolo». Oltre al freddo - quella da assideramento è una morte che non ti avvisa perchè produce sonnolenza - ci saranno lupi, orsi e alci. Inoltre avrò appena 4 ore di sonno al giorno». In tutta la sua avventura Zanda sarà seguito da un team di operatori video. Dai contenuti potrebbe venir fuori un documentario, già in lizza per un premio. «A dispetto dell'età Roberto Zanda ha risorse fisiche eccellenti, è un diversamente giovane - ha detto Giorgio Sorrentino, direttore generale della Asl di Cagliari, che ha seguito la preparazione del maratoneta - in queste imprese, però, il 50% del successo risiede nell'aspetto mentale. Zanda ha da insegnare a tutti noi».
Curiosità: uno degli aspetti tecnici cui il cagliaritano dovrà prestare maggiore attenzione è l'evitare di correre, per ridurre la sudorazione interna e il congelamento. Per questo ogni capo dovrà essere costantemente asciugato a fine giornata. Gran parte della corsa si svilupperà, inoltre, al buio e con la sola compagnia di una torcia elettrica sul capo. Al via in Canada 22 eroi e un altro italiano, il forestale Stefano Ferronato. Il 70% ogni anno si ritira. Magra consolazione per l'uomo del caldo. Che questa volta ha deciso di sfidare un nemico mai conosciuto prima: il freddo, quello vero.
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