Resa dei conti nella Lega A Tavecchio prova a resistere
Oggi l’assemblea dei presidenti a Milano ma l’accordo è molto lontano Scontro frontale con Malagò, l’ipotesi del commissario è sempre più concreta
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MILANO. A quattro giorni dalle elezioni della Figc regna il caos, e molto dipende dall'immobilismo della Lega Serie A, incapace trovare una sintesi su Federcalcio e governance interna, e preoccupata per l'asta dei diritti tv. Dopo una notte di trattative a oltranza con Sky e Mediaset Premium, oggi l'assemblea dei club valuterà le nuove offerte, con la speranza che rispetto a quelle di lunedì (meno di 800 milioni) si avvicinino il più possibile al traguardo di 1,05 miliardi di euro a stagione (1,4 considerando anche i 371 milioni derivanti dai diritti esteri, e da quelli ancora invenduti per Supercoppa, coppa Italia, e altri).
Per colmare il gap servirebbe un improbabile rilancio di circa 130 milioni dall'emittente satellitare e di 60 milioni dalla pay tv del Biscione. Se la Lega non sarà soddisfatta, da domani avvierà trattative private con gli spagnoli di MediaPro, che hanno partecipato al bando subordinato per intermediari indipendenti con 990 milioni di euro, secondo indiscrezioni. La decisione sui diritti tv è attesa nel pomeriggio.
Alle 11 è convocata l'assemblea sulla governance e si profila l'ennesima fumata nera dopo nove mesi di commissariamento. Il Coni è pronto a commissariare anche la Figc se nel giro di un mese la Serie A (che pesa solo 12% a livello elettorale ma è il motore del movimento) non avrà eletto i propri organi, come ha chiarito il n.1 dello sport italiano, Giovanni Malagò, protagonista di un nuovo scontro a distanza con Carlo Tavecchio.
«Non ho mai nascosto alcun documento, non è nel mio stile», ha chiarito il commissario della Lega Serie A replicando a Malagò, che gli rimproverava di “disconoscere le regole” dopo la lettera con cui il Coni esortava a modificare lo statuto introducendola maggioranza semplice dal terzo scrutinio. «È stata inviata tempestivamente ai club di A e portata all'attenzione del Consiglio Figc - ha chiarito Tavecchio -: i passaggi formali e sostanziali sono stati tutti rispettati».
Come dire, i tre candidati approdati da Malagò non possono dire di non aver preso visione di quella lettera. Che però, è la posizione del Coni, non ha ricevuto risposta e soprattutto non ha avuto seguiti. Come nell'assemblea di lunedì scorso, si dovrebbe sorvolare sul tema anche oggi, una volta verificata l'impossibilità di trovare un'intesa su presidente («La disponibilità quando vogliono c'è, altrimenti io sono un uomo contento», ha detto Tavecchio ricevendo il Tapiro d'oro), ad e consiglieri. Così Ezio Maria Simonelli sarà il reggente della Lega fino al 25 febbraio, a partire da lunedì, quando scade il commissariamento, contestualmente alle elezioni federali. Sempre che non slittino. L'ipotesi resta sul tappeto, visto che non c'è convergenza su un candidato solo, sostenuto dalla maggioranza del 75% necessaria per le riforme.
Per colmare il gap servirebbe un improbabile rilancio di circa 130 milioni dall'emittente satellitare e di 60 milioni dalla pay tv del Biscione. Se la Lega non sarà soddisfatta, da domani avvierà trattative private con gli spagnoli di MediaPro, che hanno partecipato al bando subordinato per intermediari indipendenti con 990 milioni di euro, secondo indiscrezioni. La decisione sui diritti tv è attesa nel pomeriggio.
Alle 11 è convocata l'assemblea sulla governance e si profila l'ennesima fumata nera dopo nove mesi di commissariamento. Il Coni è pronto a commissariare anche la Figc se nel giro di un mese la Serie A (che pesa solo 12% a livello elettorale ma è il motore del movimento) non avrà eletto i propri organi, come ha chiarito il n.1 dello sport italiano, Giovanni Malagò, protagonista di un nuovo scontro a distanza con Carlo Tavecchio.
«Non ho mai nascosto alcun documento, non è nel mio stile», ha chiarito il commissario della Lega Serie A replicando a Malagò, che gli rimproverava di “disconoscere le regole” dopo la lettera con cui il Coni esortava a modificare lo statuto introducendola maggioranza semplice dal terzo scrutinio. «È stata inviata tempestivamente ai club di A e portata all'attenzione del Consiglio Figc - ha chiarito Tavecchio -: i passaggi formali e sostanziali sono stati tutti rispettati».
Come dire, i tre candidati approdati da Malagò non possono dire di non aver preso visione di quella lettera. Che però, è la posizione del Coni, non ha ricevuto risposta e soprattutto non ha avuto seguiti. Come nell'assemblea di lunedì scorso, si dovrebbe sorvolare sul tema anche oggi, una volta verificata l'impossibilità di trovare un'intesa su presidente («La disponibilità quando vogliono c'è, altrimenti io sono un uomo contento», ha detto Tavecchio ricevendo il Tapiro d'oro), ad e consiglieri. Così Ezio Maria Simonelli sarà il reggente della Lega fino al 25 febbraio, a partire da lunedì, quando scade il commissariamento, contestualmente alle elezioni federali. Sempre che non slittino. L'ipotesi resta sul tappeto, visto che non c'è convergenza su un candidato solo, sostenuto dalla maggioranza del 75% necessaria per le riforme.
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