La Nuova Sardegna

Sport

Konè lascia la Nuorese. Fraschetti: «E’ una fuga»

Konè lascia la Nuorese. Fraschetti: «E’ una fuga»

La mezzapunta ivoriana fa i bagagli deluso dalla squadra e sfiduciato dalla sostituzione di domenica

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Hamed Konè, l’estrosa mezzapunta della Costa d’Avorio, non è più un giocatore della Nuorese. L’atleta lunedì ha infatti lasciato la città e fatto capire di non avere alcuna intenzione di rimetterci piede. La decisione sarebbe conseguenza della scelta dell’allenatore Fabio Fraschetti di sostituirlo domenica scorsa alla fine del primo tempo della gara col Flaminia, con la Nuorese sotto di un gol. Atto avvertito come una mancanza di attenzione verso il suo valore professionale e una carriera giocata ad alti livelli.

Oppure, nella decisione di Konè, quello stesso passato importante ha accresciuto la sua delusione nel risvegliarsi in una squadra oggi in zona retrocessione e senza neppure avere la certezza del posto fisso. Da qui la fuga.

Fraschetti non la descrive in altra maniera: «È andato via di notte, senza dire una parola. Un comportamento scorretto verso la società che l’ha sempre sostenuto e ha sempre onorato nei suoi confronti tutti gli impegni, a iniziare da quelli economici». Il mister di Roma allontana anche il solo sospetto di essere stato causa della partenza dell’ivoriano, anche per poca attenzione nei suoi confronti: «Con me ha sempre giocato e l’ho sostituito per lo più negli ultimi minuti di alcune gare».

Hamed Konè era arrivato a Nuoro a settembre, dopo essere stato inseguito dal presidente Michele Artedino anche durante la prima fase del calcio mercato. Si parlava di lui come dell’ingaggio più importante, per dare un tocco di classe a un organico sul quale sia la dirigenza, sia lo staff tecnico riponevano fiducia per consentire un campionato di vertice. In campo però lo si è potuto vedere solo a metà ottobre (gara vittoriosa con l’Anzio) perché la burocrazia ne ha rallentato prima il permesso di soggiorno e poi il tesseramento nei ranghi della lega dilettanti. Le prestazioni successive hanno confermato la bontà dell’atleta, dotato di ottimi fondamentali tecnici e di un genio calcistico non comune. Non ha però fatto la differenza in campo, come ci si aspettava. Colpa della brutta stagione in cui incappata la squadra, finita in zona playout e con uno spogliatoio raccontato sempre con la miccia accesa.

Ma come avviene spesso il torto e la ragione non sono mai da una parte sola. La responsabilità dell'atleta, secondo Fraschetti è che «in quattro mesi non è riuscito a calare di peso per potersi esprimere al meglio». (f.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative