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«Giornata con tante note positive»

Andreolli si gode la vittoria: «Non abbiamo mai sofferto, felice per il gol di Sau»

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CAGLIARI. Vittoria alla “Sardegna Arena” che mancava dal 5 novembre (2-1 sul Verona) e la porta rossoblù imbattuta (era capitato solo alla terza d'andata). Insomma, due ottime ragioni per gioire: Marco Andreolli coglie l'attimo: «Abbiamo giocato un'ottima partita, attenti in fase offensiva e difensiva. Certo, è capitato che in alcune occasioni, a seconda dell'andamento del match, ci siamo dovuti difendere più bassi. Ma la partita l'abbiamo sempre fatta noi e non abbiamo sofferto».

Con 24 punti, che valgono il tredicesimo posto e mettono serenità in vista delle due trasferte consecutive a Sassuolo e Verona, sponda Chievo, e alla successiva partita casalinga con il Napoli, il centrale taglia corto: «Non abbiamo preso gol e non è un dettaglio da poco. Adesso, dobbiamo concentrarci sulle prossime partite e proseguire come stiamo facendo su questa strada».

Il Cagliari che vince e convince, ha mostrato lucidità e pazienza. «In queste gare ci si può far prendere dalla fretta di sbloccarle a ogni costo. Abbiamo affrontato una squadra ben messa in campo che sa giocare a calcio. Il vantaggio prima della fine del primo tempo ci ha aiutato. Poi l'abbiamo gestita bene. Una domenica con tante note positive».

Il difensore - schierato al posto di Romagna, ha parole affettuose per i tifosi: «Lo stadio era al completo, il pubblico è stato incredibile: ci ha sostenuto dal primo all'ultimo minuto, aiutandoci a portare a casa una vittoria fondamentale». L'ex scuola Inter riannoda i fili, e riparte dal rientro degli squalificati. «Sono contento per i compagni che sono tornati. Pavoletti si è messo a disposizione del gruppo. Penso anche a Sau: Marco ha trovato il gol appena entrato, un passaggio davvero speciale, siamo tutti felici».

Adesso, guai a distrarsi. La corsa salvezza è ancora impervia. «Sì, ma adesso dobbiamo pensare al Sassuolo. Dobbiamo andare avanti per il nostro percorso e mettere in campo ciò che facciamo in allenamento, provando a giocarcela. Poi - conclude Andreolli - ci sono episodi che possono andare in un modo o nell'altro». (m.fr.)



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