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«Saremo fra le grandi solo quando faremo l’impresa fuori casa»

dall’inviato
«Saremo fra le grandi solo quando faremo l’impresa fuori casa»

Coach Pasquini: «Bene la difesa, ma nel finale...» Resta l’amarezza per una grande occasione sciupata  

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REGGIO EMILIA. «Abbiamo buttato via una grande occasione dopo avere giocato una gara molto valida dal punto di vista difensivo». Negli spogliatoi del PalaBigi Federico Pasquini mastica amaro. «Ci è mancato ancora una volta quel qualcosa che ti fa mettere al sicuro la partita – dice il coach del Banco di Sardegna –, se non facciamo un’impresa fuori casa non possiamo considerarci una squadra forte e consistente. Dobbiamo lavorare su questo, per evitare situazioni come quelle che si sono viste anche stavolta. Penso al contropiede sbagliato nel terzo quarto sul +10, o al fallo antisportivo commesso dopo una situazione di attacco. Non siamo riusciti a chiuderla e nell’ultimo periodo ci siamo completamente incartati a livello offensivo quando loro si sono chiusi dentro. Ci serviva fare penetra e scarica, invece siamo andati a finire nel traffico perdendo molte palle. Ora dobbiamo fare soltanto una cosa: dobbiamo toglierci il rammarico di dosso e ripartire per migliorare ancora».

Dopo avere messo a tacere le polemiche che a Reggio hanno tenuto banco in settimana, a proposito dell’anticipo al sabato non concesso alla Grissin Bon («arrivavamo da Israele, viaggiamo da un’isola e non era possibile anticipare di un giorno»), Pasquini spiega quale fosse lo schema disegnato sulla lavagnetta per l’ultimo tiro: «L’obiettivo era Bamforth ma avrebbe dovuto ricevere la palla più vicino a canestro, la seconda opzione era Tavernari che era il bloccante. Ma loro hanno chiuso molto alto ed è andata così».

Come valuta la prestazione del nuovo acquisto, Josh Bostic? «Ci ha dato qualità in difesa, poi è chiaro che in fase offensiva non potesse essere pronto né rodato, è con noi solo da pochi giorni».

Infine l’analisi del coach reggiano Max Menetti. «Se parlassimo di calcio sarebbe stato giusto un buon pareggio ma nel basket una squadra deve vincere e la partita è stata decisa con un canestro a 1 secondo e mezzo dalla fine. È stata una partita giocata a scacchi, molto complicata per entrambe le squadre. Dove l’abbiamo vinta? Nel nostro momento peggiore, nel terzo quarto, perché mentre loro erano in ritmo noi non abbiamo mollato. E poi l’approccio dell’ultimo periodo è stato fondamentale». (a.si.)

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