«Mi vergogno di questa Nuorese»
Artedino, presidente dei verdeazzurri, senza freni dopo i 7 gol subiti a Fiumicino
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NUORO. In un’annata senza pace per la Nuorese il presidente Michele Artedino pensava di averle viste ormai tutte. Invece mancava l’affronto, o “l’umiliazione”, come l’ha definita lui stesso, della sconfitta per 7 a 0, patita domenica a Fiumicino. Contro l’Sff Atletico, terza forza del girone sardo-laziale della “D”. Il giorno dopo il patron verdeazzurro è un concentrato di delusione, rabbia e comunque anche di voglia di riscatto. Prima però c’è il pensiero, nudo e crudo: «Mi vergogno di rappresentare questa squadra. Si può arrivare ultimi in campionato, ma con dignità». Per poi proseguire: «Ho visto una squadra senza attributi, né cuore, né anima».
Una delusione simile a quella delle prime giornate di andata, per via di una squadra subito nel tunnel di prestazioni grigie e finali a bocca asciutta. Tanto da portare Artedino a provare prima col cambio del mister, da Peddio ad Agovino. E da dicembre con una serie di provvedimenti disciplinari, culminati con la messa fuori rosa di alcuni giocatori e la rivoluzione nei tesserati, 13 dei quali sono partiti per altri lidi, per fare posto ad altrettanti sostituti. Compreso il nuovo avvicendamento sulla panchina, con l’arrivo del nuovo allenatore Fabio Fraschetti.
Artedino questa volta però non ci sta né ad accollarsi responsabilità che non sente di avere, né a farne una questione di guida tecnica. Ma chiama in causa chi è sceso nel rettangolo di gioco di Fiumicino: «Parliamo di giocatori che vengono coccolati e trattati come figli. Gli garantiamo tutto, casa alloggio, in maniera puntuale, così come ogni mese arriva nei termini il compenso. Per tutta risposta i risultati del campo sono quelli visti due giorni fa».
Nello sconforto il presidente vuole tuttavia tenere accesa la speranza che il nuovo tonfo possa essere superato e si riprenda la strada verso la salvezza. Tanto che per la gara di domenica al “Frogheri” col San Teodoro ha deciso di distribuire 3mila biglietti gratuiti nelle scuole della città e della provincia. Altrettanti li offrirà agli sponsor. Vorrebbe lo stadio pieno: «Ci aspetta uno scontro salvezza con i cugini galluresi. Per questo spero in una città unita, che ci dia una mano».
L’ultimo pensiero è al tifo organizzato, che da mesi contesta la dirigenza: «Si può criticare in maniera anche aspra dopo una gara come quella di domenica pomeriggio, perchè è stata fatta una bruttissima figura. Ma siamo stanchi di avere il nemico in casa e subire contestazioni sin dal primo minuto».
Francesco Pirisi
Una delusione simile a quella delle prime giornate di andata, per via di una squadra subito nel tunnel di prestazioni grigie e finali a bocca asciutta. Tanto da portare Artedino a provare prima col cambio del mister, da Peddio ad Agovino. E da dicembre con una serie di provvedimenti disciplinari, culminati con la messa fuori rosa di alcuni giocatori e la rivoluzione nei tesserati, 13 dei quali sono partiti per altri lidi, per fare posto ad altrettanti sostituti. Compreso il nuovo avvicendamento sulla panchina, con l’arrivo del nuovo allenatore Fabio Fraschetti.
Artedino questa volta però non ci sta né ad accollarsi responsabilità che non sente di avere, né a farne una questione di guida tecnica. Ma chiama in causa chi è sceso nel rettangolo di gioco di Fiumicino: «Parliamo di giocatori che vengono coccolati e trattati come figli. Gli garantiamo tutto, casa alloggio, in maniera puntuale, così come ogni mese arriva nei termini il compenso. Per tutta risposta i risultati del campo sono quelli visti due giorni fa».
Nello sconforto il presidente vuole tuttavia tenere accesa la speranza che il nuovo tonfo possa essere superato e si riprenda la strada verso la salvezza. Tanto che per la gara di domenica al “Frogheri” col San Teodoro ha deciso di distribuire 3mila biglietti gratuiti nelle scuole della città e della provincia. Altrettanti li offrirà agli sponsor. Vorrebbe lo stadio pieno: «Ci aspetta uno scontro salvezza con i cugini galluresi. Per questo spero in una città unita, che ci dia una mano».
L’ultimo pensiero è al tifo organizzato, che da mesi contesta la dirigenza: «Si può criticare in maniera anche aspra dopo una gara come quella di domenica pomeriggio, perchè è stata fatta una bruttissima figura. Ma siamo stanchi di avere il nemico in casa e subire contestazioni sin dal primo minuto».
Francesco Pirisi
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